Viterbo – “Fare chiarezza sulle sostanze presenti nel fiume Urcionio a Castel d’Asso, più volte evidenziate dalla stampa”.
Lo chiedono il segretario generale della Uil di Viterbo, Giancarlo Turchetti, e il segretario generale della Uil Fpl Viterbo, Lamberto Mecorio, in merito agli scarichi presenti nel fosso Freddano all’interno della zona archeologica di Castel d’Asso sul territorio del comune di Viterbo.
“Vedendo le immagini pubblicate dalla stampa – proseguono Turchetti e Mecorio – destano sospetti sia la schiuma sia la patina oleosa, con tanto di bollicine, presenti nel fiume. È necessario, per la salute delle persone e per la tutela dell’ambiente circostante, che le autorità competenti, a partire da Procura e Arpa, intervengano per chiarire di cosa si tratta ed eventualmente risalire alla fonte, cioè a chi ce li ha buttati. Non possiamo attendere oltre, anche perché è più di un anno che il problema viene segnalato.
Castel d’Asso è un patrimonio archeologico e naturalistico di straordinario valore. E non si discute. Così come – concludono Giancarlo Turchetti e Lamberto Mecorio – non si dovrebbe discutere sulla salute delle persone e dell’ambiente”.
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