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Viterbo - Gli ospiti della casa di cura hanno raccontato le proprie esperienze personali attraverso un concerto musicale

A Villa Rosa è andato in scena “La musica è la nostra vita”

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Viterbo - Il concerto “La musica è la nostra vita”

Viterbo – Il concerto “La musica è la nostra vita”

Viterbo - Il concerto “La musica è la nostra vita”

Viterbo – Il concerto “La musica è la nostra vita”

Viterbo – A Villa Rosa è andato in scena “La musica è la nostra vita”.

Alla presenza delle massime autorità cittadine, rappresentate dal prefetto Rita Piermatti, del vescovo Lino Fumagalli e dall’Assessore alle Politiche sociali del comune Alessandra Troncarelli, gli ospiti della casa di cura che hanno partecipato ai gruppi psicoeducativi “La musica è la nostra Vita” e “Terapia con la canzone” (responsabile Mara Milioni, psicologa) hanno aperto i lavori del pomeriggio musicale, raccontando – tramite le canzoni da loro più amate – alcune esperienze personali legate a diverse fasi della loro vita.

“Un modo rinnovato di fare riabilitazione psichiatrica – ha premesso Claudio Fensore, primario dello Stipit di Villa Rosa – in cui le emozioni e le storie individuali possono acquistare Senso per costruire il futuro”.

La musica, infatti, è terapia dell’anima, ma anche terapia per il nostro benessere: è scientificamente dimostrato che la musica ristabilisce i ritmi fondamentali del corpo umano, quale quello cardiorespiratorio, la digestione, il rilassamento muscolare.

Oltre a ciò, è l’unica arte ad avere la potenzialità di stimolare sia l’emisfero destro che quello sinistro del cervello, creando una sorta di “massaggio” rigenerante: ovviamente un certo tipo di musica, ascoltata in un certo modo, che comunque producono sempre un miglioramento della qualità della vita.

Ma il primo gradino per comprendere a fondo la musica è l’emozione.

Emozione che in qualsiasi momento della nostra vita non verrà mai meno: si pensi alle persone colpite dal morbo di Alzheimer, che sorridono e tentano un impacciato ballo nel risentire note a loro familiari, oppure alle persone in coma che, riascoltando una certa melodia, sembrano rivivere in modo evidente la loro emozione.

Dopo gli indirizzi di saluto delle autorità presenti, della superiora locale e del direttore generale, la psicologa Marisa Nicolini ha presentato il lavoro compiuto dai partecipanti ai gruppi psicoeducativi e riabilitativi che utilizzano la musica come mezzo terapeutico nella riabilitazione psichiatrica, i quali a loro volta hanno comunicato le proprie esperienze e ringraziato il maestro Ferdinando Bastianini per l’onore di questo concerto speciale.


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21 aprile, 2016

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