Canepina – Riceviamo e pubblichiamo – A Canepina maggio è il mese di santa Corona.
Quest’anno alla tradizionale e solenne processione della domenica mattina si è affiancata, il venerdì precedente, un’altra manifestazione religiosa: la straordinaria apertura della porta santa nella chiesetta che reca proprio il nome della patrona (fotogallery – slide).
La devozione canepinese a santa Corona ha origini antichissime: basti pensar che la chiesetta, di cui sopra, come risulta da alcuni documenti storici, necessitava di un’accurata manutenzione già nel Trecento.
La storia della santa è in gran parte avvolta nel mistero. Si sa però che Corona, appena sedicenne, era già molto coraggiosa e piena di fede.
Infatti, incoraggiò Vittore, suo fratello in martirio, a resistere ai supplizi dei pagani nonostante questo la porti ad essere e, dopo un breve interrogatorio, condannata anch’essa ad un crudele martirio. Corona muore legata per le mani e per i piedi alla cima di due palme piegate che, raddrizzandosi, ne causarono lo squartamento.
Come da tradizione, i festeggiamenti in suo onore vengono organizzati da un comitato, i “Santacoronai” che ogni anno, dopo essere stato estratto “casualmente” dal parroco, si dà da fare per raccogliere i fondi al fine di organizzare una festa degna della Santa.
Quest’anno i festeggiamenti, dal 7 al 20 maggio, hanno voluto ricordare anche l’anno giubilare: venerdì 13, alla presenza del vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli, è stata straordinariamente aperta la porta santa nella chiesetta di Santa Corona martire.
Domenica 15 maggio poi, la solenne processione ha visto la statua della Santa procedere lungo le vie del paese abbellite, per l’occasione, da coloratissime infiorate.
Pietro Minella
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