Viterbo – “Investire sulla sanità per essere al passo coi tempi”. Nicola Zingaretti a Viterbo. Il presidente della regione Lazio tra i novanta ospiti di ‘Breast Unit 2016 – I futuro è adesso’, il congresso dell’associazione nazionale italiana senologi chirurghi sul cancro al seno. La tre giorni, che ha preso via giovedì, all’università della Tuscia (fotocronaca – slide).
“Stiamo creando un modello innovativo e moderno di sanità – esordisce Zingaretti -. Dal 2013 la regione Lazio è in profonda trasformazione: siamo passati dai 10 miliardi di disavanzo, dai tagli alla sanità, dalla mortificazione delle eccellenze a un incredibile miglioramento, recuperando un drammatico ritardo nella prevenzione delle malattie”.
Il tema del sesto congresso dell’Anis è la Breast Unit, termine con cui si indica un team di esperti in grado di fornire alle pazienti un percorso terapeutico personalizzato. Obiettivo principale: l’identificazione di strumenti che possano implementare la rete dei centri di senologia in Italia. “La cura dei tumori al seno – prosegue Zingaretti – è uno dei pilastro dei profondi cambiamenti che abbiamo attuato a livello sanitario”.
La regione Lazio è stata tra le prime a promuovere un documento sulla rete oncologica per la gestione dei tumori al seno. Il testo individua quindici centri di senologia, trentanove di screening e trentasei di diagnostica, definendone anche i requisiti qualitativi.
“La Repubblica – ricorda Zingaretti – ha tra i compiti fondamentali quello di eliminare gli ostacoli che si oppongo alla realizzazione dell’uomo. Abbiamo un dovere: rimuovere le barriere per difendere il diritto alla salute. Questo aspetto non deve rimanere solo sulla carta, ma diventare qualcosa di concreto. Siamo dalla parte giusta – continua – perché stiamo rispettando in pieno i diritti costituzionali. Non esiste infatti paese moderno se non s’investe in sanità”.
Il cancro al seno è il tumore più frequente tra le donne italiane: sono 48mila i casi diagnosticati, ovvero un tumore ogni tre. Lo sviluppa una donna su otto che, nel trenta per cento dei casi, ha meno di quarantaquattro anni. Ma dal carcinoma alla mammella si può guarire, grazie alla realizzazione di programmi di screening e alla disponibilità di terapie innovative.
Ma non basta, si deve fare di più. Una diagnosi precoce e una maggiore qualità del trattamento – che le Breast Unit possono dare – portano a un miglioramento delle cure, della qualità della vita e aumentano le possibilità di sopravvivenza.
Questa mattina, in prima fila, la prefetta Rita Piermatti e il questore Lorenzo Suraci, i consiglieri regionale Enrico Panunzi e Riccardo Valentini. Il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, gli assessori Alessandra Troncarelli e Sonia Perà. Il rettore dell’università della Tuscia, Alessandro Ruggieri e la direttrice dell’Asl Daniela Donetti.
Attesa anche la ministra della salute Beatrice Lorenzin, assente per motivi istituzionali. Non è mancato il suo saluto attraverso una nota. “Quella a Viterbo – si legge nel messaggio – è un’importante giornata nel corso della quale l’attenzione è focalizzata su una tematica di grande rilevanza scientifica. Grazie all’Anisc – conclude Lorenzin -, per l’impegno e l’esperienza che ogni giorno mette a disposizione del Paese, per migliorare la qualità e l’efficienza degli interventi di prevenzione, diagnosi e cura di patologie a elevato impatto sociale”.
Nel 2014, dopo che il parlamento europeo aveva sollecitato gli stati membri a far diventare la lotta al cancro al seno una priorità delle politiche sanitaria dei vari governi, Lorenzin aveva stilato un documento nel quale si delineavano i requisiti e le modalità organizzative e assistenziali della rete dei centri di senologia. Il testo è stato approvato nel dicembre dello stesso anno dalla conferenza stato-regioni.
Sottoscritto, invece, pochi giorni fa il manifesto dei senologi chirurghi italiani. Firmato questa mattina anche dal presidente Zingaretti.
Insomma, le Breast Unit – che entro il 2016 devono essere realizzate sull’intero territorio nazionale – rappresentato un imperativo categorico per salvare la vita a migliaia di donne, e sono le testimoni di una sanità efficiente ed efficace.
Raffaele Strocchia
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