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Cultura - L'opera da Berlino alle principali capitali europee e anche nel capoluogo

“Anything to say?” di Davide Dormino arriverà a Viterbo

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Davide Dormino

Davide Dormino

Filippo Rossi,Davide Dormino e Serena Achilli

Filippo Rossi,Davide Dormino e Serena Achilli

Viterbo - Sala Gatti - L'incontro con Davide Dormino

Viterbo – Sala Gatti – L’incontro con Davide Dormino

Anything ti say? Davide Dormino a Berlino

Anything ti say? Davide Dormino a Berlino

Filippo Rossi e Davide Dormino

Filippo Rossi e Davide Dormino

Davide Dormino

Davide Dormino

Viterbo – (g.f.) – Qualcosa da dire ce l’ha anche Viterbo.“Anything to say?”, l’opera dell’artista Davide Dormino, che dopo Alexander Platz a Berlino sta facendo il giro delle capitali europee, arriverà anche nel capoluogo della Tuscia. Prima o poi.

L’impegno se l’è preso il direttore artistico di Caffeina Filippo Rossi, nell’incontro ieri mattina alla sala Gatti, insieme a Dormino e Serena Achilli di Algoritmo.
Iniziativa voluta dalla Consulta studentesca provinciale, con un nutrito gruppo di studenti nella sala dove è stata inaugurata una mostra di lavori sul bullismo, da parte di loro compagni più piccoli.

La scultura, in bronzo e a grandezza naturale, raffigura tre persone in piedi su altrettante sedie, mentre una quarta è vuota.
A disposizione di chiunque abbia qualcosa da dire.
“Anything to say?” raffigura Edward Snowden, Julian Assange e Chelsea Manning.

“Assange – racconta Dormino – è rappresentato al centro. Ha rivelato al mondo intero, segreti attraverso wikileaks
Il più piccolo, a sinistra, è il soldato americano che ha diffuso il terribile video in cui l’esercito in Iraq uccide dodici civili scambiandoli per terroristi.
Tutti e tre stanno pagando un prezzo altissimo per la loro scelta di raccontare la libertà”.

Da Berlino è stata esposta a Dresda, Ginevra, Parigi, Strasburgo e prossimamente andrà a Belgrado e quindi a Londra.
In Italia, la sola città è stata Perugia.

“L’impegno – spiega Rossi – è ad averla prima o poi a Viterbo. Tutti noi preferiamo che stia fuori, ma in città la vorremmo”.
Nel frattempo, per la prossima edizione di Caffeina c’è un’idea ispirata dall’opera. Realizzare un pannello tre metri per tre, dipingendo le persone sulle tre sedie, con una sedia vera a fianco. Lavoro cui si cimenteranno studenti, durante il festival.
“L’opera nasce ispirata dal film L’attimo fuggente – svela Dormino – quando Robin Williams invita gli studenti a salire sulle sedie per cambiare punto di vista, prospettiva, prendere una posizione diversa.
E’ un invito a spostarsi da una posizione comoda, lo stare seduti, a mettersi in piedi.
Se stiamo comodi ci disinteressiamo a quello che accade. Usciamo dalla nostra posizione di comodo, non accontentiamoci, osiamo, pure a costo d’essere giudicati”.
Celebrando quelli che Dormino definisce tre eroi contemporanei. “Combattono per la liberà d’informazione e la sedia vuota è un invito a chiunque voglia prendere una posizione. Con loro, ma anche contro”.
Per realizzarla sono stati necessari centomila euro, raccolti tramite crouwdfounding, con oltre 300 donatori.
E’ stato possibile procedere alla fusione del bronzo e far debuttare l’opera in un luogo simbolico e in una data altrettanto simbolica, Alexanderplatz a Berlino, il primo maggio 2015.


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8 maggio, 2016

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