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Tarquinia - Il sindaco Mazzola boccia la proposta di utilizzare il deposito come struttura di accoglienza

“Immigrati a Pian della Chiavica, progetto non fattibile”

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Mauro Mazzola

Mauro Mazzola

Viterbo – “Non è fattibile”. Mauro Mazzola, sindaco di Tarquinia, è categorico come sempre. “Il sito individuato non so da chi del governo per ospitare gli immigrati è totalmente inadeguato”.

Mazzola si riferisce al progetto per l’accoglienza dei migranti che propone di utilizzare le strutture dismesse per aumentare il numero dei posti così da arrivare alla soglia prevista dagli accordi internazionali. Per Tarquinia è stato scelto il deposito di Pian della Chiavica.

Le strutture individuate sarebbero una cinquantina in tutta la penisola e due solo nel Lazio, una a Tarquinia e una Civitavecchia. L’ex caserma di Civitavecchia è stata dichiarata dal sindaco, in un lungo carteggio col governo, inutilizzabile. Il sito di Tarquinia sembra essere sulla stessa strada.

“Ho sentito parlare di questa eventualità dai cittadini – dice Mazzola – e pensavo fosse solamente allarmismo visto che nessuno dal governo ha pensato di informare me o la comunità locale. Negli anni passati abbiamo già affrontato un problema simile dimostrando con chiarezza che il sito, in quel caso era stata individuata l’ex polveriera, era totalmente inadeguato. Questa mi sembra la stessa storia. Tra l’altro a Pian della Chiavica c’è solamente un terreno incolto che funge da poligono affiancato da un centro Nato importante e delicatissimo per la difesa. E soprattutto esiste un’ordinanza del Comune che stabilisce che quel terreno non può essere abitato”.

Il deposito di Pian della Chiavica è diventato di proprietà del comune il 22 giugno del 2015 l’Agenzia del Demanio lo ha trasferito a titolo gratuito per dare al Comune la possibilità di trasformare il deposito in un parcheggio. “L’area, strategica dal punto di vista turistico ricettivo per la sua posizione confinante con gli stabilimenti balneari della zona – scriveva allora il Demanio – potrà essere riconvertita dal Comune in parcheggio ed essere utilizzata per migliorare la viabilità grazie alla realizzazione di una nuova arteria”.

Ma da parcheggio ad alloggio per migranti il passo sembra breve. “Oltretutto lì – conclude – ci sono mille vincoli da quelli ambientali a quelli archeologici. Ecco mi sembra che non ci sia alcuna possibilità. Invito chi prende queste decisioni a rileggersi le carte e cambiare idea”.

Che la gestione dei flussi migratori non sia cosa semplice è fatto risaputo. Secondo i nuovi accordi internazionali ogni stato membro dell’Unione europea deve farsi carico di circa 150mila immigrati.

Il nuovo progetto servirebbe per arrivare a dare un maggior numero di posti, oltre quelli che le prefetture individuano sui territorio.

A Viterbo il servizio della prima accoglienza di cittadini stranieri è stato affidato, con un bando della prefettura, alla cooperativa sociale La Fattoria di Viterbo, la cooperativa Alice di Tarquinia, il consorzio Intercasa Gea Onlus di Viterbo, l’associazione Homo Diogene di Gavorrano, Gestione Orizzonti s.r.l. di S. Maria Capua Vetere, Gestione Immobili di Castagneto Carducci, la società Di Mari Bruno – Orte e Arci Solidarietà di Viterbo.


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13 maggio, 2016

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