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Viterbo - Lettere - Andrea D'Aquino, padre di due alunni della elementare Volta, spiega perché è contrario alla decisione presa dall'istituto

“Non vogliamo la settimana corta a scuola”

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La scuola Alessandro Volta

La scuola Alessandro Volta

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono il padre di due bambini che frequentano la scuola Alessandro Volta. Vorrei mettervi a parte di una vicenda abbastanza spiacevole che  riguarda la scuola dei miei figli.

Lo scorso 15 dicembre il consiglio dell’istituto comprensivo Vanni, di cui la scuola Volta fa parte, ha
approvato una delibera in cui si stabilisce che dal prossimo anno scolastico tutto l’istituto adotterà la settimana corta. La  delibera ha avuto il voto contrario di tutti i rappresentanti della scuola Volta, sia docenti che genitori, i quali però non sono numericamente maggioranza in consiglio d’istituto.

L’eliminazione del sabato scolastico comporta per i nostri figli un aumento delle ore di lezione durante gli altri giorni della settimana (si entrerà mezz’ora prima e si uscirà mezz’ora dopo) e causerà seri
problemi organizzativi a molti genitori che avevano scelto la scuola Volta proprio perché era una delle poche rimaste a Viterbo ad adottare la settimana lunga.

La maggioranza dei genitori era contraria a questo cambiamento di orario. Nelle settimane successive alla delibera è stata inviata una lettera al consiglio d’istituto con la preghiera di rivedere la decisione presa.

La lettera ha raccolto le firme, con tanto  di documento di riconoscimento, di ben 117 genitori, corrispondenti a più della metà dei bimbi frequentanti le prime 4 classi, quelle direttamente coinvolte dal cambiamento di orario del prossimo anno scolastico.

Il consiglio di istituto purtroppo ha ritenuto di non voler considerare minimamente le nostre istanze, nonostante, lo ribadisco, i genitori della maggioranza dei bimbi interessati dalla delibera fosse
contraria.

A questo punto molti genitori saranno costretti a cambiare scuola ai propri figli e tanti altri eviteranno di iscrivere i figli più piccoli.

Inoltre la decisione presa in questo modo, senza nessuna informazione preventiva e senza tenere minimamente conto delle istanze presentate successivamente, ha aperto una frattura importante tra i genitori da una parte e il consiglio e il dirigente scolastico dall’altra.

Come forse il vostro giornale saprà, è grazie alla collaborazione attiva dei genitori che tanti disagi dovuti alla carenza di fondi destinati alla scuola sono stati superati. Ad esempio siamo stati noi genitori a ridipingere l’atrio interno della scuola a settembre 2013, mentre a maggio 2015 abbiamo ridipinto la recinzione esterna, ormai arrugginita e scrostata.

Sempre noi genitori abbiamo fatto in modo che la rete wireless arrivasse  in tutte le aule installando degli appositi ripetitori di segnale, consentendo così alle insegnanti di aggiornare il registro elettronico
direttamente dalla cattedra.

Tutto naturalmente a spese nostre.
Purtroppo la disponibilità che noi abbiamo dimostrato nei confronti della scuola non è stata sufficiente a garantirci un minimo di considerazione da parte dell’attuale dirigente scolastico e del consiglio di istituto.

Spero davvero che la scuola Volta, che è stata ed è un punto di riferimento per tutto il quartiere, non subisca ripercussioni negative da una decisione che avrebbe potuto esser presa in modo totalmente diverso.

Andrea D’Aquino


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13 maggio, 2016

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