Soriano nel Cimino – (s.m.) – Occhi pesti. Labbra gonfie. Naso deformato.
L’anziano ‘spremuto’ da una coppia di 40enni a processo per estorsione era irriconoscibile quando il suo medico lo visitò due anni fa.
Il 2014 è l’annus horribilis per C.B., settant’anni, andato in caserma otto volte per aggiungere elementi alla sua denuncia contro Django Barberio e Janina Vasilescu. Sorianese lui, romena lei. Vecchie conoscenze delle forze dell’ordine.
I due avrebbero spillato all’anziano qualcosa come 20mila euro, secondo i carabinieri. Sedotto da Janina, il 70enne si sarebbe presto ritrovato in un vortice di minacce, aggressioni e richieste di soldi su ricatto. Molti erano regali fatti spontaneamente da C.B. a quella che credeva la sua donna: se n’era innamorato dopo essere stato chiamato dalla Caritas per accogliere Janina in casa. Tempo qualche mese e capì di essere stato usato come un tetto e un bancomat da lei e dal suo compagno Django.
Ieri, in tribunale, i carabinieri di Soriano nel Cimino hanno ricostruito l’intera indagine, coordinata dal pm Fabrizio Tucci. Breve testimonianza anche del medico dell’anziano, che lo visitò dopo uno dei pestaggi di Janina: “Aveva un trauma facciale imponente. Gli consigliai di andare subito al pronto soccorso”. Ma C.B. aveva paura.
Gli imputati non perdono un’udienza. Janina non ha risparmiato occhiate di sfida ai carabinieri, dopo le testimonianze. Seduta davanti ai giudici, guardava fissi i militari che l’hanno arrestata, con un sorriso provocatorio.
Quello di ieri, è il terzo processo a suo carico (e a carico di Barberio) in una sola settimana. Nel 2012 finirono in carcere per l’operazione Drago: 40 arresti per droga, estorsioni, traffico di anabolizzanti e molto altro. Un’inchiesta elefantiaca spezzata in due processi, entrambi ancora in corso. Anche in quel caso, in udienza, Janina volle strafare, presentandosi un giorno ubriaca da non reggersi in piedi e allontanata dall’aula per ordine del giudice. La volta dopo, chiese scusa pubblicamente.
I carabinieri sono intervenuti più volte anche per le liti tra la coppia. Un amore turbolento e violento al punto da non poterli lasciare neppure agli arresti domiciliari nella stessa casa: ancora adesso hanno l’obbligo di dimora uno a Soriano e l’altra a Vetralla. Django fu arrestato sul finire del 2013 per averle rotto il braccio. Si difese dicendo che se l’era fratturato da sola mentre cercava di dargli un pugno.
L’indagine sulle estorsioni a C.B. è partita così: con Django ai domiciliari, Janina doveva andare via, ma non sapeva dove. E la Caritas la indirizzò dall’anziano.

