Viterbo – (g.f.) – C’è la fila per salire sull’ascensore.
Bello, fiammante, qualcuno sabato scorso ha pensato che fosse pure in funzione.
Peccato. Non lo era. Siamo a Viterbo, ma non siamo su Scherzi a parte. Anche se un gruppo di turisti avrà pensato d’esserci, guardandosi attorno in cerca delle telecamere.
Dopo avere parcheggiato l’auto, hanno pensato di risparmiarsi la fatica delle scale prendendo l’ascensore. Quello che da valle Faul porta al Sacrario.
Si sono avvicinati. Hanno spinto il bottone. Nulla. Hanno provato nuovamente. Macché. Non si muove.
Un ultimo tentativo. Macché.
Arriva una signora, prova lei, si sente più fortunata. Niente da fare.
L’ascensore c’è, ma è elemento decoro e ricovero per le ore notturne.
Alla fine i visitatori si sono rassegnati a fare le scale. E’ la vita. C’è chi scende e c’è chi sale. A Viterbo non con l’ascensore. Si va a piedi.
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