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Ospedale di Belcolle - Parla il chirurgo, Massimiliano Gnoni, che è intervenuto sull'arto di un paziente

“Sette ore per riattaccare il braccio tranciato”

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Il dottor Massimiliano Gnoni

Il dottor Massimiliano Gnoni

Belcolle - Il pronto soccorso

Belcolle – Il pronto soccorso

Viterbo – Sette ore per riattaccare il braccio tagliato.

Si è amputato il braccio col frullino durante un lavoro “fai da te” in casa. Dopo la ferita, la corsa contro il tempo di un settantenne all’ospedale di Belcolle dove è stato sottoposto a un’operazione chirurgica di più di sette ore.

Ora il braccio è salvo. Il dottor Massimiliano Gnoni, che ha seguito la vicenda, racconta quei momenti.

“Sabato 23 aprile – dice il chirurgo – è arrivato un signore da Montefiascone. Stava facendo dei lavori in casa e, col frullino, si era subamputato il braccio. Fino all’osso, tra il gomito e il polso.

Una lesione impressionante ai muscoli, alle arterie e alle vene. Un disastro. Al pronto soccorso, si sono subito accorti della profondità della ferita e che non c’era più la vascolarizzazione. La circolazione era interrotta per cui hanno chiamato me, essendo il chirurgo vascolare reperibile in quel momento. Mi sono precipitato”.

Il paziente è entrato in sala operatoria. “E’ iniziato un primo intervento in cui abbiamo pensato a riportare la circolazione, ricostruendo l’arteria radiale. Dopo, hanno continuato i chirurghi della mano che hanno ricostruito muscoli, tendini e nervi. Un lavoro enorme di più di sette ore”.

Ora l’uomo è in riabilitazione e il braccio è salvo. “Quando c’è una lesione vascolare, ogni minuto che passa, l’arto perde di vitalità. Siamo rusciti a evitarlo, adesso, infatti, il paziente, che è stato ricoverato prima in chirurgia vascolare e poi in quella della mano, è stato dimesso. Gli abbiamo riattaccato il braccio, ma ci vorrà un po’ di tempo perché riprenda funzionalità e movimenti. Garantita la circolazione, poi viene tutto il resto”.

Il dottor Gnoni lavora a Belcolle da ormai dieci anni. “Dal 2006 sono l’aiuto del primario di chirurgia vascolare. Questa storia, è l’ennesimo esempio di buon funzionamento di una squadra collaudata in circostanze particolari e cioè in regime di urgenza e con tutte le difficoltà strutturali. C’è stata sinergia tra pronto soccorso e i due reparti, quello di Chirurgia vascolare, diretto dal primario Alberti, e quello di Chirurgia della mano, guidato dal primario Castagnaro. Un meccanismo oliato, concreto e che ha prodotto risultati”.


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18 maggio, 2016

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