Bolsena – Ginestre, fiordalisi e papaveri. Rose, calendule e margherite. Un tappeto di fiori ricopre Bolsena (fotogallery – slide).
Tra le vie del centro storico la tradizionale infiorata del Corpus Domini. Tre chilometri di quadri artistici che raffigurano scene e simboli religiosi, ma anche immagini tratte da famosi dipinti. Tutto sapientemente composto nei disegni e nell’accostamento dei colori: c’è il giallo, il rosse e il verde. Ma soprattutto la rara e preziosa bellezza dell’azzurro del fiordaliso.
Per i bolsenesi l’infiorata del Corpus Domini è l’evento più importante dell’anno. Rievoca il miracolo eucaristico del 1263 quando nella chiesa di santa Cristina un sacerdote boemo, Pietro da Praga, di ritorno da un pellegrinaggio a Roma, si fermò per celebrare una messa.
A un tratto l’ostia divenne sangue e iniziò a gocciare sulle pietre dell’altare. Intimorito il sacerdote avvolse l’ostia in un corporale di lino, oggi conservato a Orvieto, mentre a Bolsena restano le pietre con le macchie di sangue e l’altare del miracolo.
I festeggiamenti sono iniziati domenica scorsa. Giovedì la sfilata dei rioni, con gli infioratori che hanno portato gli stendardi e i fiori in chiesa per la benedizione. Venerdì sera il corteo storico; sabato l’adorazione della pietra e del corporale. Poi, nella notte, la marcia della fede da Bolsena a Orvieto.
Oggi è il giorno delle infiorate. Dalle prime ore della mattina, bolsenesi al lavoro per allestire i quadri artistici. Hanno fatto i conti con la pioggia, ma alla fine sono riusciti a mettere in salvo i quadri con tutti i mezzi possibili e immaginabili: gazebo, ombrelloni e teli di plastica.
Ora la situazione è rientrata, e Bolsena si prepara allo spettacolo degli sbandieratori cui seguirà la messa celebrata dal cardinal Beniamino Stella. Dalle 18, invece, la sacra pietra attraverserà le vie del paese in una delle processioni più lunghe della provincia di Viterbo: tre chilometri da percorre su un tappeto di fiori.
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