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Viterbo - Comune - Emergenza abitativa - Approvato all'unanimità in commissione il regolamento - Soddisfatta l'assessora Troncarelli

“Una risposta a chi si trova senza casa”

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Viterbo - Palazzo dei Priori - Comune

Viterbo – Palazzo dei Priori – Comune

Alessandra Troncarelli

Alessandra Troncarelli

Viterbo – (g.f.) – Alloggi d’emergenza solo a chi ha almeno dieci anni di residenza nel comune di Viterbo. Italiano o straniero.

Passa all’unanimità in prima commissione il regolamento per le abitazioni da destinare in situazioni emergenziali a chi ne ha necessità e che vede aumentare da 5 a 10 gli anni di residenza richiesti.

“Un regolamento nato – dice l’assessora ai Servizi sociali Alessandra Troncarelli – per rispondere alle esigenze di cittadini che quotidianamente vengono in assessorato. in difficoltà perché non riescono a trovare casa.

Questo tipo d’alloggio era nato con lo spirito della temporaneità e dell’emergenza. Requisiti che da diversi anni non esistono più, con persone che si è stabilizzata definitivamente nelle abitazioni”. Da qui l’esigenza di un regolamento.

“Perché a tanta gente che con la crisi si trova senza un tetto, con lo sfratto esecutivo, il comune può rispondere con un alloggio d’emergenza, per due anni. Nel frattempo la situazione può migliorare.

Abbiamo ripreso la situazione in mano e ripartiamo per aiutare chi non ce la fa, per un periodo prestabilito di tempo”.

Per l’approvazione del regolamento si è particolarmente battuta Chiara Frontini (Viterbo 2020) insieme ad Arduino Troili (Pd). I due, insieme a Gianluca Grancini (FdI), hanno proposto di portare a dieci gli anni di residenza, variazione accettata dalla commissione e dall’assessora Alessandra Troncarelli.

Per gli alloggi in emergenza abitativa possono fare richiesta persone che si trovano sotto sfratto esecutivo, hanno l’obbligo di rilascio dell’alloggio in caso di separazione, per ordinanza di sgombero, per calamità naturali, difficoltà socio economiche segnalate dai Servizi sociali.

Va presentata domanda, si forma una graduatoria in base a punteggi basati su priorità.

Con le nuove norme, ora al vaglio del consiglio comunale, l’alloggio è assegnato per due anni, prorogabili al massimo di un altro.

Nel caso in cui i residenti rifiutino una sistemazione diversa, ad esempio in alloggio popolare, perdono il diritto all’assegnazione in emergenza abitativa, con esclusione dalla graduatoria.


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25 giugno, 2016

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