Bergamo – (s.c.) – Nella giornata di oggi, martedì 28 giugno, a Bergamo, il Ceo di Ubi Banca Victor Massiah, accompagnato dal suo staff, ha presentato alle organizzazioni sindacali il nuovo piano industriale 2019-2020 che prevede la creazione della banca unica con la fusione per incorporazione in Ubi Banca di sette banche rete nella capogruppo entro la prima metà del 2017.
Le banche interessate sono: Banca Popolare di Bergamo, Banco di Brescia, Banca Popolare Commercio e Industria, Banca Regionale Europea, Banca Popolare di Ancona, Banca Carime e Banca di Valle Camonica. Nel viterbese è significativa la presenza del Banco di Brescia con le filiali che, ante 1996, facevano parte della ex banca del Cimino.
L’operazione di Ubi Banca prevede, tra le altre cose, l’uscita volontaria, per prepensionamento o pensione, di circa 2,750 dipendenti e l’ingresso di circa 1,100 nuove assunzioni su tutta la rete nazionale.
Il nuovo piano 2019/2020 includerà anche l’evoluzione del modello distributivo del gruppo in ottica di assetto multicanale integrato (completato per l’80% entro fine 2018), da un lato per consentire al cliente di accedere alla banca con continuità e operare indifferentemente su tutti i canali disponibili, dall’altro per consentire alla banca di raggiungere il cliente in modo mirato con la proposta commerciale.
E’ prevista di conseguenza una semplificazione della rete territoriale, divisa in cinque macro aree. “In arco di piano – comunica Ubi Banca – si procederà alla chiusura di circa 280 punti vendita (di cui 130 in relazione alla Banca Unica), passando dalle 1,529 filiali delle banche rete a fine 2015 a 1,250 punti vendita a fine 2019”.
A questo punto inizierà una complessa procedura di incontri sindacali, che probabilmente terminerà nel mese di agosto, per valutare, tra le altre cose, tutte le ricadute sul personale.
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