Viterbo – (g.f.) – Arriva il contributo del comune alla mini macchine di santa Rosa.
3333,3 euro periodico ciascuna, per un totale di diecimila euro l’anno, per tre anni, da dividere tra Pilastro, centro storico e santa Barbara.
L’amministrazione fa un passo avanti, riconoscendo un contributo a iniziative molto sentite e radicate in città. Un piccolo passo avanti, contando altre spese si arriverà a 3500.
“E’ un modo per rendere definitivo il supporto alle mini macchine – dice l’assessore ai Grandi eventi Giacomo Barelli – è il passo giusto, seppure un contributo minimo, per tre anni ci sarà. Diecimila euro da dividere in parti uguali. Pochi ma sicuri e già deliberati”.
Oltre i soldi ci sono altri progetti. “Anche un manifesto – prosegue Barelli – da stampare a spese del comune, per promuovere le tre feste delle mini macchine, coordinandole”.
Arriva il riconoscimento, nell’anno in cui la mini macchina del centro storico compie cinquant’anni e quella del Pilastro 47.
“Sono entusiasta di un riconoscimento che viene istituzionalizzato – spiega il presidente del Sodalizio dei facchini di santa Rosa Massimo Mecarini – è un piccolo passo ma significativo.
Dobbiamo sempre ricordare che il riconoscimento Unesco è al trasporto, alla tradizione”. E le mini macchine ne fanno parte. Anche se il termine, il presidente Mecarini lo abolirebbe.
“La parola mini la eliminerei, soprattutto per i facchini, ma anche per le macchine.
Ringrazio chi per tutto il mese di agosto fa un gran lavoro per addestrare i ragazzi e far provare loro la bellissima emozione di vestire la divisa da facchino.
Chi riesce ad arrivare alla macchina grande, è un facchino già fatto, sa portare con dignità la divisa. Non che altri non lo facciano, ma loro hanno da subito un qualcosa in più”.
Mecarini rilancia l’idea di un coordinamento tra le mini macchine, uno statuto in comune. Mettendo in rete anche altre realtà come quella di Maria Santissima Liberatrice e il Gonfalone.
Prima dei trasporti ci sono le prove di portata dei facchini, quelli grandi e il presidente ricorda la novità di quest’anno che interessa tutta la città.
“Alle prove di portata il 23, 24 e 25 giugno – spiega Mecarini – fuori dalla chiesa della Pace allestiremo una colletta alimentare in favore della Caritas alla Sacra Famiglia. I facchini contribuiranno, l’invito a partecipare è esteso a tutta la cittadinanza”.
La consigliera Maria Rita De Alexandris ricorda come a volere la divisa per i piccoli facchini sia stato anche Lorenzo Celestini e per Lucio Laureti del centro storico i fondi stanziati sono una boccata d’ossigeno.
“Le spese da affrontare sono sempre tante – osserva Laureti – quest’anno in particolare, con la nuova macchina per il cinquantesimo anniversario”.
Dal Pilastro, Pino Loddo concorda, i costi sono tanti e ben vengano i soldi stanziati per i prossimi tre anni dal comune.
“Io volevo fare il facchino e non ho potuto per ragioni di salute – ricorda Loddo – mi sono detto, mi dedicherò alla santa. Mi è capitata la fortuna di poter fare il capofacchino, da 45 anni e devo ringraziare Nello Celestini, Lorenzo e ora Massimo Mecarini”.
Sempre dal Pilastro, con il medico Linda Natalini, c’è il presidente onorario del comitato, Luigi Maria Buzzi: “Va dato atto al comune per l’iniziativa, potendo arrotondare il contributo almeno a 3500 euro sarebbe meglio”.
Diego Terzoli, da santa Barbara è impegnato sul fronte mini macchina e come facchino. “Ormai per 366 giorni l’anno – spiega Terzoli – lo scorso anno abbiamo organizzato uno incontro fra tutti i piccoli facchini delle tre macchine. Perché per me contano soltanto i ragazzi e la santa. Non esiste altro”.
E’ questo lo spirito. “Noi – conclude il presidente del Sodalizio Mecarini – non siamo i facchini della macchina, siamo i facchini di santa Rosa. E’ la cosa cosa che conta”.
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