Viterbo – (g.f.) – C’è il nuovo codice degli appalti pubblici e un primo effetto l’ha subito prodotto: il blocco degli appalti.
Nuove regole, in alcuni casi farraginose, altre non ancora operative, stanno creando difficoltà.
La situazione va sbloccata e il seminario ieri pomeriggio in camera di commercio, voluto da Ance Viterbo è servito a fare un po’ di chiarezza.
Perché se da una parte gli appalti si bloccano, dall’altra negli ultimi anni il settore edile ha visto nella Tuscia dimezzare gli occupati.
Serve ripartire. “L’introduzione dell’offerta economica più vantaggiosa – ricorda Andrea Belli, presidente Ance Viterbo – e una legislazione complessa e farraginosa, hanno portato a una situazione di stallo”.
La nuova misura può avere effetti positivi per le imprese, seppure con qualche incognita. “Ad esempio i commissari – osserva Belli – esterni o interni?
Noi auspichiamo che l’Anac decida per quelli esterni. Gli altri potrebbero favorire imprese locali. Esterni, invece, permetterebbero a tutti i partecipanti all’appalto, di competere alla pari.
Ci sono poi problemi per i sub appalti.
Oggi vediamo il bicchiere mezzo pieno. Speriamo che la nuova norma porti a una crescita delle aziende, attraverso pure aggregazioni. Oggi ce ne sono molte e con la crisi, lavoro per tutti non c’è, come non c’è più la compensazione per cui, andando male l’edilizia pubblica, c’è quella privata”.
La fase tra vecchia e nuova norma va superata. “Questo interregno – osserva Belli – se dura, creerà problemi.
L’84% in meno d’appalti pubblici, uniti ai dati drammatici della cassa edile nella Tuscia, con gli addetti dimezzati, sono allarmanti. Se la situazione non si sblocca, molte imprese non sopravviveranno”.
C’è il nuovo codice degli appalti pubblici, ma non basta. “Le opere pubbliche rappresentano il volano per la ripresa. Ci si deve investire.
Fatto il codice, occorre metterci i soldi e indire appalti”. Pensiero condiviso con il presidente della Camera di commercio Domenico Merlani.“
Ci troviamo di fronte a uno strumento importante – precisa Merlani – ma servirà capire quanto il governo investirà in opere pubbliche, quanto devolverà a questo scopo agli enti locali.
Il fatto che solo a Viterbo gli occupati nell’edilizia si sono dimezzati negli ultimi anni, deve far pensare”.
A entrare nel merito, spiegando nel dettagli la nuova norma, Francesca Ottvai, direttore legislazione opere pubbliche Ance.
Presenti Edoardo Bianchi, vice presidente Ance per le opere pubbliche, Stefano Petrucci, presidente Ance Lazio.
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