Santa Marinella – “Positivo ad alcol e drug test”. Secondo i carabinieri, M.P., il giardiniere 46enne di Santa Severa arrestato per omicidio stradale, non era sobrio né lucido alla guida del Suv che ha travolto e ucciso due fidanzati martedì mattina, a Santa Marinella.
La nota diramata stamattina dai carabinieri di Civitavecchia riferisce che “i militari hanno provveduto a far sottoporre l’uomo a test alcolemico e di rilevazione di sostanze stupefacenti, riscontrandolo positivo a entrambi gli esami”.
Nell’incidente hanno perso la vita Alessandra Grande e Matteo Carta, 23 e 25 anni. Uccisi sul colpo dall’impatto violentissimo contro il Suv guidato da M.P.. Erano le 2,30 del mattino del 28 giugno. Il comunicato dei carabinieri ricostruisce l’intero incidente: dall’arrivo degli uomini dell’aliquota radiomobile di Civitavecchia al rintraccio del conducente del Suv Kia Sorento, noleggiato a Viterbo e trovato abbandonato a ridosso della siepe di un villino sull’Aurelia. Lì accanto, ciò che restava del ciclomotore e i corpi di Alessandra e Matteo (Schianto suv-moto – Le due giovani vittime).
Sul posto sono subito arrivati i carabinieri di Santa Severa e della compagnia di Civitavecchia per avviare le indagini, coordinate dal pm Lorenzo Del Giudice.
“Dalla prima ricostruzione dell’evento – si legge sulla nota dei carabinieri – effettuata attraverso i rilievi planimetrici eseguiti dal nucleo radiomobile e le dichiarazioni rese dall’unica testimone, si è potuto accertare che il conducente del Suv, che procedeva a forte velocità sull’Aurelia in direzione Civitavecchia, giunto al chilometro 53 circa, aveva iniziato manovra di sorpasso nei confronti di altra autovettura che percorreva la stessa via, invadendo completamente la corsia opposta e impattando frontalmente contro il ciclomotore con a bordo i due ragazzi. A seguito dell’urto il ciclomotore era andato completamente distrutto e i due giovani erano deceduti sul colpo, mentre il Suv aveva terminato la sua corsa a ridosso di una siepe di recinzione di un villino posto a circa centro metri dal luogo dell’impatto. Da lì, probabilmente, il conducente, dopo essere uscito dall’auto passando dal finestrino, era fuggito a piedi facendo perdere le proprie tracce”.
“Il sopralluogo immediatamente eseguito dal personale dell’Aliquota Operativa – continua la nota – ha consentito di rinvenire, sul cancello del citato villino, delle tracce di sangue, verosimilmente appartenente al fuggitivo, feritosi nell’impatto o nel tentativo di scavalcare l’alta recinzione della villa per raggiungere la strada e allontanarsi dal luogo. Le tracce biologiche repertate saranno successivamente inviate ai laboratori del Ris di Roma per gli esami di comparazione”.
Il Suv, intestato a una ditta del Viterbese, risultava utilizzato da M.P.: “senza una conoscenza diretta di persone e luoghi da parte dei militari, difficilmente si sarebbe arrivati in breve tempo al suo rintraccio”, si legge sul comunicato dell’Arma.
Secondo i carabinieri, M.P. ha detto “di essere rientrato a casa intorno alle 21,30 e di aver parcheggiato il mezzo fuori dalla sua abitazione, per poi cenare e andare a letto ed essere svegliato dai militari, ritenendo pertanto che il mezzo gli fosse stato rubato nottetempo da ignoti che poi avevano causato l’incidente”. Una versione che, da subito, non ha convinto gli investigatori, “anche per lo stato di alterazione psicofisica in cui versava lo stesso, che aveva un forte alito vinoso, seppure non presentasse nessuna lesione compatibile con un incidente stradale di tale gravità”. I carabinieri hanno sentito testimoni. Acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza posizionate sul luogo dell’incidente. Eseguito alcol e drug test su M.P. e perquisito la sua casa. A quel punto, il giardiniere ha ceduto: “vistosi alle strette, ha confessato di essere il responsabile del sinistro stradale e del conseguente decesso dei due giovani. I carabinieri infatti, nel corso del sopralluogo, avevano rinvenuto e sequestrato gli indumenti che l’uomo indossava al momento del fatto, intrisi di sangue verosimilmente appartenente alle vittime, circostanza che l’uomo non avrebbe potuto in alcun modo sconfessare”.
Accompagnato alla caserma di Santa Severa, M.P. ha fornito dichiarazioni spontanee, collaborando a ricostruire la dinamica dell’incidente. Martedì pomeriggio è stato arrestato per omicidio stradale plurimo pluriaggravato e fuga a seguito di omicidio stradale e portato al carcere di Civitavecchia. Ieri pomeriggio, la convalida dell’arresto. “Come richiesto dal pm Del Giudice, il gip ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere”.
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