Viterbo – Domani, 2 giugno, ricorrerà il settantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana.
Saranno numerose le iniziative in quasi tutti i comuni della nostra nazione.
Dopo il Ventennio fascista, e dopo la Seconda Guerra Mondiale, i cittadini il 2 e 3 giugno 1946 furono chiamati a scegliere la forma di Stato da dare all’Italia mediante il referendum istituzionale. Si doveva scegliere tra repubblica o monarchia.
La stragrande maggioranza dei cittadini votò a favore della Repubblica: il Corriere della Sera riportò subito i dati provvisori in 12 milioni 182 mila 855 cittadini favorevoli (54,03%) contro 10 milioni 362 mila 709 cittadini favorevoli alla monarchia (45,97%).
Contemporaneamente furono eletti anche i componenti dell’assemblea costituente che doveva redigere la nuova carta costituzionale. I dati definitivi, comunque, riscontrarono 12.718.641 voti per la repubblica e 10.718.502 per la monarchia.
I risultati furono proclamati il 10 giugno successivo dalla Corte di cassazione. Il presidente del consiglio dei ministri Alcide De Gasperi assunse le funzioni provvisorie di capo dello stato e l’ex re Umberto II lasciò l’Italia per andare in esilio nel sud del Portogallo.
In questa consultazione politica nazionale votarono per la prima volta le donne che, nella primavera precedente, avevano già votato per le amministrative comunali in molte città e paesi della nazione.
In totale risultarono votanti 12 milioni 998 mila131 donne e 11 milioni 949 mila 056 uomini.
Nella provincia di Viterbo erano iscritti a votare per il referendum 154 mila 285 elettori di cui 76 mila 665 uomini e 77 mila 620 donne.
Già a Viterbo, come in diversi comuni della provincia, nelle elezioni amministrative di primavera, nel capoluogo si votò il 7 aprile, si era riscontrato un largo seguito a favore del Partito Repubblicano e dei partiti che erano favorevoli, comunque, alla forma di stato repubblicano.
In provincia di Viterbo, sempre nel referendum istituzionale, ci furono 143 mila 277 votanti di cui 70 mila 501 uomini e 72 mila 776 donne. La Repubblica ottenne 74 mila 888 voti, la Monarchia 61 mila 044 voti, con 5 mila 837 schede bianche e mille 508 schede nulle.
Per l’assemblea costituente, in provincia di Viterbo, furono eletti il civitonico Enrico Minio, il blerano Giuseppe Alberti e il viterbese Giulio Perugi (eletto per opzione di un altro candidato).
Sempre per l’assemblea costituente la Dc prese 47.548 voti, il Pci ne prese 24.927, il Pri 19.048, il Psi 18.262, l’Uomo qualunque 6.904, il Blocco nazionale libertà 4.122, l’Unione alleanza democratica 3.738 e l’Alleanza monarchica 1.684.
“I risultati del referendum rispecchiarono il rapporto di forze esistente a livello nazionale – scrisse lo storico viterbese Bruno Barbini su Biblioteca & Società – presentando solo una percentuale leggermente più alta di voti a favore della repubblica (56,07%). I suffragi riportati dai partiti per l’assemblea costituente fanno riscontrare, rispetto alle amministrative del 7 aprile, un notevole balzo in avanti di democristiani e socialisti ed uno più modesto dei repubblicani (sempre al secondo posto), mentre i comunisti perdono quasi un terzo dei voti.
Delle altre liste, solo quella dell’Uomo Qualunque ottiene un risultato apprezzabile; ed infatti, in conseguenza dell’opzione di un candidato eletto anche in altro collegio, il movimento sarà rappresentato nell’assemblea da Giulio Perugi, che si affiancherà a due altri rappresentanti della provincia, il comunista Enrico Minio ed il socialista Giuseppe Alberti”.
S. C.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY