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Cronaca - Dopo 20 furti in due anni un gruppo di malviventi voleva darsi a nuovi "guadagni" grazie a una tecnica appresa da un connazionale arrestato nel 2014 dalla questura di Viterbo

Da ladri di gasolio a banda del bancomat

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La polizia

La polizia

Prato – Da ladri di gasolio a banda del bancomat.

In poco più di due anni, hanno messo a segno più di venti colpi, rocavando dalla vendita a due ricettatori, un italiano e un moldavo, oltre un milione e mezzo di euro.

Si tratta di quattro rumeni, con base a Cerveteri, fermati ieri dai poliziotti della squadra di polizia giudiziaria del compartimento Polstrada della Toscana, coordinati dalla procura di Prato.

Hanno collaborato all’operazione anche i militari della guardia di finanza. A tutti, è stato notificato l’obbligo di dimora col divieto di uscire alla sera, disposto dalla dal gip del tribunale pratese Silvia Isidori, su istanza del pm Laura Canovai. Dovranno rispondere di associazione a delinquere.

I ladri, tra i trenta e i quaranta anni, pianificavano i piani nei minimi dettagli.

Da quanto si apprende, la mattina monitoravano i depositi da colpire, per studiare il posizionamento delle telecamere e dei sistema di vigilanza, poi, di notte, agivano con il volto travisato. Se all’interno del deposito non c’erano camion da usare per portare via il gasolio, pare ne rubassero un altro per arrivare all’obiettivo, anche travasando il carico nelle cisterne.

Da quanto accertato, il gasolio era venduto a due imprenditori, che lo nascondevano in cisterne interrate, usandolo per alimentare a basso costo gli impianti e i mezzi delle loro aziende nel Lazio.

Le indagini sono scattate da un furto del 2013 a Calenzano, quando, dopo il colpo, l’autocisterna si guastò e venne abbandonata piena sull’A/1, con 40mila litri di gasolio.

Grazie a mesi di appostamenti e pedinamenti, i poliziotti, oltre a scoprire i furti di gasolio. Pare che la banda volesse andare oltre, passando a sventrare i bancomat con l’acetilene.

Una tecnica che sembra avessero appreso da un connazionale, evaso dai domiciliari, e poi arrestato a fine 2014 dalla questura di Viterbo.


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17 giugno, 2016

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