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Monterosi - Nuovo appello della figlia di una vittima della strada alla provincia: "Luce su quell'attraversamento pericoloso"

“Pronta a legarmi a quell’incrocio per protesta”

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Giorgia Moretto, la figlia di Oriana Chirieletti

Giorgia Moretto, la figlia di Oriana Chirieletti

Oriana Chirieletti

Oriana Chirieletti

Falciata sulle strisce - Il luogo dell'incidente sulla Cassia

Falciata sulle strisce – Il luogo dell’incidente sulla Cassia

Falciata sulle strisce - Il luogo dell'incidente sulla Cassia

Falciata sulle strisce – Il luogo dell’incidente sulla Cassia

Monterosi – Nessun cambiamento: quella maledetta strada è buia come nel 2011, quando un automobilista travolse la sua mamma sulle strisce senza lasciarle scampo.

Giorgia Moretto non molla: se non può riavere indietro sua madre, Oriana Chirieletti, morta di omicidio stradale, vuole almeno evitare altre tragedie.

In quel tratto di strada, un attraversamento pedonale al chilometro 41,800 della Cassia tra Nepi e Monterosi, non arriva neppure una luce di sera. L’unico lampione illumina un distributore di benzina in corrispondenza delle strisce, ma il chiarore non arriva sulla carreggiata. Una condanna a morte per sua madre Oriana, falciata a 63 anni mentre attraversava la strada per raggiungere un ristorante: andava a mangiare una pizza col marito.

“Dalla provincia, finora, ho ricevuto solo promesse – spiega Giorgia -. Promesse non mantenute. Il mio appello è per chiedere di nuovo un impegno concreto al presidente Mauro Mazzola che, proprio da Tusciaweb, aveva prospettato almeno due soluzioni. Peccato che non ne abbia adottata neanche una”. 

Il presidente della provincia aveva parlato del possibile inserimento di nuovi pali della luce o anche di strisce pedonali ad alta visibilità. Ma è passato un altro anno e dell’illuminazione di quell’attraversamento ancora nessuna traccia. Giorgia ci passa sempre: il luogo in cui la madre è morta è a due passi da casa sua.

“Sono andata spesso a bussare alle porte di Palazzo Gentili e sono stata rassicurata ogni volta, ma vorrei capire quando qualcuno farà qualcosa davvero. A forza di dirmi ‘provvederemo a breve’ sono passati cinque anni e quell’attraversamento è pericoloso come lo abbiamo lasciato. Se è un problema di soldi ho anche proposto di metterli io, ma ho ricevuto un secco ‘no’. A me non importa: sono disposta anche a legarmi a quell’incrocio per protesta. Vorrei solo evitare altri morti”. 


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20 giugno, 2016

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