Viterbo – (g.f.) – Per la salvaguardia dei nostri beni, l’Unitus prepara restauratori professionisti, una qualifica da spendere nel mondo del lavoro. E’ quinquennale.
“Ha una componente umanistica – ricorda il rettore Alessandro Ruggieri – e una tecnica e scientifica”. Attualmente gli studenti sono quaranta, il corso è a numero chiuso.
“Al termine del percorso offriamo un’opportunità d’inserirsi nel mondo del lavoro in modo qualificato – osserva Ruggieri – con ripercussioni positive anche per il territorio, dal momento che studenti, professionisti e docenti lavorano concretamente su opere che arrivano dalla Tuscia.
Siamo intervenuti su un dipinto presente in una chiesa, il cui parroco ci ha chiesto aiuto. E’ tutto a costo zero, fermo restando le spese per materiali e ponteggi”. Spesa minima, si aggira intorno ai 10mila euro a intervento. Poco, ma quando i restauri cominciano a essere dieci o venti, la somma comincia a essere importante.
Un aiuto può arrivare dal decreto Artbonus, che consente a imprese o privati che contribuiscono, di detrarre il 65% di quanto donano.
“Uno strumento – osserva Ruggieri – che consente di collaborare con realtà locali, imprese a favore del territorio”. Corsi come quello di Viterbo ce ne sono pochi in Italia. Cinque in tutto. Oltre all’Unitus, le università di Torino, Palermo, Urbino e Roma 2.
“Attualmente gli studenti sono 40 – spiega il professor Santamaria – a breve arriveranno a 60, attivando il terzo anno. In più ci sono restauratori d’altissimo livello. Arriveremo a settanta da qui a ottobre. A regime saremo 150.
Vuol dire che una squadra del genere può davvero dare una mano”.
Si cercano risorse. Al momento imprese non hanno ancora risposto, ma facendo conoscere l’iniziativa, dall’ateneo viterbese sono fiduciosi sulla risposta. Artbonus può essere d’aiuto.
“Abbiamo già sottoscritto intese – spiega la professoressa Pogliano – con comuni d’Acquapendente, Viterbo e Orte, le diocesi di Viterbo e Orvieto e le richieste sono molte, anche fuori dai nostri confini. Lavoriamo in laboratorio e con cantieri all’esterno.
Siamo intervenuti su dipinti murali a santa Maria in Gradi, un fonte battesimale nella cattedrale e al palazzo dei Papi, oltre a otto busti lignei conservati nel museo Colle del Duomo.
Tanto altro potrebbe essere recuperato. L’art bonus c’è e l’appello al territorio è stato lanciato.
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