Viterbo – Tra le croci bianche ora spiccano i fiori. E tutto quel giallo e blu dei crisantemi lasciati dai ragazzi e dai militari è un abbraccio, stretto stretto e sorridente, a chi non c’è più. Uno di quegli abbracci che solo i bambini sanno donare (fotogallery – slideshow).
Stamattina al cimitero San Lazzaro il Comune di Viterbo, l’associazione Juppiter, i ragazzi del Grest di don Emanuele Germani e i militari del terzo Reos hanno celebrato la giornata degli abbracci. In una maniera del tutto particolare. E molto sentimentale.
Ai ragazzi intervenuti è stata raccontata, attraverso immagini, musica, parole e testimonianze, la storia dei caduti in guerra. Che essi siano stati militari o civili. Il piccolo Alan morto in mare a tre anni mentre con la famiglia tentava di sfuggire a un destino di guerra e violenza. Il nonno Pace Canaparo della preside della scuola Vanni Laura Pace Bonelli che partecipò ai combattimenti di Fiume come attendente di D’Annunzio. E ancora le parole del comandante del Terzo Reos colonnello Andrea Di Stasio che ha voluto ricordare i morti, civili e militari, di tutte le guerre, anche quelle più recenti.
“E’ in questi luoghi – ha detto la vicesindaca Luisa Ciambella – che prende importanza la vita e ciò che si può fare. Oggi simbolicamente vogliamo abbracciare chi non c’è più, perché la sua testimonianza sia un insegnamento per il futuro. Abbiamo scelto di abbracciare idealmente i caduti delle guerre e tutti coloro che soffrono al d là del Mediterraneo qui al cimitero di San Lazzaro perché è un luogo che si presta alla riflessione. La vita di oggi ci porta troppo spesso a pensare di essere immortali, di avere a disposizione un tempo infinito. Ma non è così. Questo luogo ci ricorda che la vita non va sprecata. E vivere donandosi agli altri è un modo per sentirsi in pace con se stessi. Arundhati Roy, scrittrice e attivista per i diritti civili in India, in un romanzo parla dell’importanza dei piccoli gesti quotidiani, quelli che poi condizioneranno tutta la nostra esistenza. Ecco, io vi auguro di fare attenzioni a questi piccoli gesti che saranno fondamentali per la vostra futura esistenza”.
I ragazzi poi, insieme ai militari, hanno donato crisantemi gialli e blu sulle tombe dei caduti delle due guerre. Regalando colore. Emozione e soprattutto calore.
Alla cerimonia era presente anche il sindaco Leonardo Michelini che ha preso un solenne impegno. “In questa giornata così speciale – ha detto – in un luogo così bello voglio impegnarmi con la città. Restaureremo la tomba della famiglia Calabresi realizzata da Pietro Vanni. Ritengo sia importante dare importanza a un artista che tanto ha fatto per Viterbo”.
Quella di questa mattina non resterà un episodio isolato. “Oggi – dice infine Luisa Ciambella – abbiamo dato un primo abbraccio alla comunità all’insegna della pace, ma questa è un’iniziativa che vedrà nuove tappe, e nuovi abbracci”.
Maria Letizia Riganelli
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