Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Ho appreso dalla stampa delle distanze prese nei miei confronti, come consigliere, da parte del segretario del circolo Pd di Montalto di Castro. Tra le varie cose, mi si chiede di non utilizzare il nome Pd nell’ambito della mia attività consigliare e nelle mie dichiarazioni.
Premesso che sono iscritto al mio partito dal giorno in cui è stato fondato, che ho rivestito nello stesso diversi ruoli nel corso degli anni, che non l’ho mai lasciato, e che non ho esitato a dichiararlo nel giorno del mio ingresso in consiglio comunale, non è mia intenzione abbandonare la militanza per una diversità di vedute con l’attuale segretario locale, del quale non si può certamente affermare la mia stessa coerenza politica.
Quando sono entrato in consiglio comunale il Circolo era commissariato, motivo per il quale mi sono sentito sulle spalle, in qualità di consigliere, il dovere di adoperarmi oltre che per la cittadinanza, anche per la ricostruzione del Pd locale, reduce da anni complessi per una serie di vicende. Il mio interesse era aiutare a recuperare le persone che, per vari motivi, si erano allontanate dal circolo, compito difficile, ma secondo me possibile, ed inoltre cercare un punto di incontro tra le varie componenti, in un ottica unitaria.
Dopo aver dato la mia disponibilità a lavorare, nell’ambito del congresso, per un percorso unitario, ho constatato purtroppo l’impossibilità di percorrere questa strada e il rischio di vedere ad un anno dalle elezioni amministrative il partito spaccato in vari pezzi. Vedendo troppe divisioni, dannose per il partito e di riflesso per i cittadini, ho preferito non partecipare al congresso, che ha visto eleggere, di fatto con solo metà tesserati, l’unico candidato presente, cioè l’attuale segretario Mazzoni, ed il relativo direttivo composto per lo più da parenti ed amici.
La mia disponibilità al dialogo è sempre stata chiara e palese. Posso dire che ormai da tempo, preferisco, nel rispetto di chi mi ha sostenuto alle elezioni del 2012, evitare scambi di opinioni con quella parte del partito che costruisce rapporti di fiducia o di altro genere con pezzi più o meno ampi dell’attuale maggioranza, guidata dal sindaco di Forza Italia.
La rappresentanza del Pd in consiglio è data dagli elettori che mi hanno votato, non di certo dalle dichiarazioni di un segretario che rappresenta la metà del circolo Pd, e che non rappresenta lo stesso in consiglio. Si legga lo statuto del Pd, la rappresentanza della politica amministrativa è degli eletti, e questo dovere continuerò ad esercitare.
Ora, se la posizione assunta dal circolo è quella espressa dal suo Segretario, ne prendo atto. Ovviamente, mantenendo l’iscrizione al Pd, ribadisco la mia disponibilità nei confronti dei cittadini di Pescia Romana e di Montalto di Castro, nell’ambito della mia attività consigliare, al fine del benessere della nostra comunità.
Consigliere comunale Pd Fabio Valentini
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