Viterbo – 4 giugno, festa del beato Giacomo da Viterbo alla Trinità.
Giacomo nacque a Viterbo tra il 1255 ed il 1256, forse discendente della nobile famiglia Capocci. Non ancora ventenne, nel 1272 vestì l’abito degli eremitani di sant’Agostino nel convento viterbese della santissima Trinità.
Nel 1274 fu inviato a studiare a Parigi, dove insieme a Egidio Colonna seguì le lezioni di fra’ Egidio Romano, maestro ufficiale della scuola teologica agostiniana. Rientrato in Italia nel 1281, ricoprì più volte, tra il 1281 ed il 1286 e su indicazione dello stesso fra’ Egidio, le cariche di Definitore e Visitatore nella provincia romana del suo ordine.
Ritornò a Parigi nel 1286 insieme a Egidio Romano per terminare gli studi, divenendo baccelliere nel 1287 e maestro di teologia nel 1293. Nominato priore generale degli eremitani di sant’Agostino nel 1299 dopo diverse vicissitudini, nel 1300 passò a Napoli a insegnare teologia per due anni nello studium fondato a Napoli dagli agostiniani, con l’incarico di primus lector, cioè direttore dell’insegnamento, meritando il titolo di doctor speculativus, così come già era stato chiamato a Parigi dai suoi contemporanei.
Aveva da poco scritto il trattato di teocrazia papale De Regimine Christiano, in occasione della lotta tra Bonifacio e Filippo il Bello, con il quale riprendeva le tesi della bolla pontificia “Unam sanctam”, difendendo il diritto del papato a esercitare il potere temporale, quando il 3 settembre del 1302, su istanza di Carlo II d’Angiò, fu nominato arcivescovo di Benevento.
Governò la diocesi sannita poco più di un anno ed ebbe appena il tempo di disporre la costruzione della chiesa e del convento di sant’Agostino nei pressi dell’arco di Traiano. Il 12 dicembre 1303 venne trasferito a Napoli, dove, stimato e aiutato da Carlo e Roberto d’Angiò, si prodigò nella costruzione della nuova cattedrale. Il 13 maggio 1306 il papa Clemente V gli affidò la causa di beatificazione di Celestino V.
Si spense a Napoli tra la fine del 1307 e l’inizio del 1308 in fama di santità, ma il suo culto, benché avviato prontamente dai napoletani a solo qualche anno di distanza dalla sua morte, fu confermato ab immemorabili soltanto nel 1911 dal papa Pio X.
Domani, sabato 4 giugno alle 18,30, nella ricorrenza della festa liturgica del beato Giacomo, il parroco Ludovico Centra Osa presiederà una solenne liturgia eucaristica alla presenza della comunità agostiniana, della Fraternità agostiniana secolare (Fas) e del Sacro militare ordine costantiniano di san Giorgio.
Al termine della messa, riprendendo una graziosa tradizione, i padri agostiniani distribuiranno ai fedeli presenti le ciambelle benedette confezionate secondo un’antica ricetta conventuale.
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