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Sanità - Nell'Azienda ospedaliera universitaria senese attraverso una catena di trapianti

Donazione samaritana, salvato 46enne viterbese

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Sala operatoria

Sala operatoria

Siena – Donazione samaritana, salvato un 46enne viterbese.

L’Azienda ospedaliera universitaria Senese è stata protagonista nella catena di trapianti secondo modalità incrociata, partendo da una donazione samaritana, annunciata in conferenza stampa a Roma dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

La catena, definita cross-over, è stata possibile grazie ad un donatore samaritano della regione Lombardia che, innescando questo effetto domino, ha permesso a tre coppie di donare e ricevere un rene.

La catena si è conclusa con il trapianto di un paziente iscritto nella lista d’attesa da cadavere. Alle 17,38 di martedì 5 luglio è stato consegnato a Siena, dalla polizia di Stato, il rene donato al Centro Trapianti di Pisa, che alle 19,18 è stato trapiantato su un paziente di 46 anni originario della provincia di Viterbo.

“L’uomo che ha ricevuto il trapianto – spiega il professor Mario Carmellini, direttore Uoc Chirurgia Trapianti di Rene – era in lista di attesa da tre anni ed era in dialisi da sette anni. La sua situazione si è sbloccata grazie a questa donazione samaritana, avendo con la moglie una incompatibilità insuperabile”.

Alle 8,32 di mercoledì 6 luglio è iniziato il prelievo del rene alla moglie dell’uomo, una 42enne originaria della provincia di Viterbo. Alle 16,42 il rene è arrivato a Bergamo per chiudere la catena samaritana, iniziata a Milano il giorno precedente e che ha visto le tappe di Pisa e Siena nell’arco di poche ore.

“Abbiamo prelevato il rene alla moglie dell’uomo con una tecnica robotica laparoscopica – spiega il dottor Andrea Collini, chirurgo della Uoc Chirurgia Trapianti di Rene –. Si tratta di un prelievo mininvasivo che permette un decorso post operatorio rapidissimo. La mattina successiva all’operazione, la signora ha mangiato ed è andata a trovare il marito convalescente”.

Una duplice operazione che ha visto impegnati, oltre al professor Carmellini e al dottor Collini, anche i chirurghi Gabriele Ugolini e Giuliana Ruggeri, il chirurgo specializzando Stefano Pizzoleo, gli anestesisti, tutto il personale di sala operatoria, terapia intensiva e dell’Uoc Nefrologia Dialisi e Trapianti diretta dal dottor Guido Garosi.

“Essere protagonisti in una catena samaritana come questa – conclude Pierluigi Tosi, direttore generale Aou Senese – è per noi motivo di orgoglio. Inoltre si tratta di una conferma importante del lavoro che stiamo facendo con i trapianti di rene. Siamo il centro toscano di riferimento e tra i primi cinque centri in Italia per risultati e per le differenti modalità di trapianto che offriamo ai nostri pazienti”.


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17 luglio, 2016

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