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Viterbo - Consiglio straordinario sulle frazioni - Da Grotte, Bagnaia e Roccalvecce grido di dolore: periferie dimenticate

“Siamo in emergenza, ma dal comune solo promesse”

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Claudio Mecozzi

Claudio Mecozzi

Roccalvecce

Roccalvecce

Viterbo – (g.f.) – “Siamo in piena emergenza”. Ex comuni, che disastro. In consiglio comunale si parla delle frazioni che un tempo erano staccate da Viterbo, Bagnaia, Roccalvecce, San Martino al Cimino e Grotte Santo Stefano.

Scomparse le circoscrizioni, sono stati istituiti i consigli nei territori. Non hanno prodotto nulla.

Impossibilitati a operare. E dalle relazioni proposte dai consiglieri di territorio, il disastro è conclamato.

“A parte qualche interessamento iniziale da parte del comune – si legge nel documento firmato da Loris Menichelli, ex presidente consiglio di territorio a Roccalvecce – tutto si è poi risolto in promesse, sopralluoghi e poco altro. Assolutamente nulla di fronte alle gravi difficoltà in cui ci stiamo trovando”. L’elenco è lungo.

“Siamo in piena emergenza – spiega ancora Menichelli – frane sulle strade, buche sulla via principale, piante non potate che ostruiscono la carreggiata, fogne a cielo aperto, erbacce e sporcizia ovunque”.

Il documento risale allo scorso anno. Qualcosa è stato risolto. Ma non troppo.

A Bagnaia invece: “Dopo ripetuti e insistenti tentativi – dice Nicola Ceccarelli – si è riusciti a liberare i locali di via Malatesta dalle carte accumulate e dalle suppellettili obsolete. Realizzare lavori di messa in sicurezza dell’edificio in via Malatesta”.

Nonostante questo: “I consigli di frazione sono inutili e quindi inefficaci e quindi si propone di eliminare la figura del consigliere delegato di frazione e investire del ruolo un componente della giunta”. Amen.

Tanti problemi anche a Grotte Santo Stefano. L’allora presidente e oggi consigliere comunale Oltre le mura, lo dice. “Non solo per per le carenze nel regolamento – osserva Mecozzi – ma spesso per difficoltà di comunicazione con i vari uffici”.

Amara conclusione: “I consigli di territorio, così come sono stati concepiti, non hanno ragione d’esistere, si rischiano frammentazione di competenze e sovrapposizione con i consiglieri comunali.

Unica soluzione, una delega ad hoc a un componente della giunta”. Stessa proposta di San Martino.

“Il comune – spiega Elpidio Micci in consiglio comunale – non ha dato loro la possibilità d’operare. Manco dando loro la possibilità d’intervenire per tappare una buca o tagliare l’erba”. Tanto che Gianluca De Dominicis (M5s) arriva a dire: “Tanto vale abolire i consigli”.

Nel documento predisposto da Sergio Insogna e Chicco Moltoni (Gal) si chiede di far funzionare correttamente i consigli di territorio, partendo dalle elezioni e di garantire nel bilancio 2017 fondi adeguati.


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28 luglio, 2016

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