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Viterbo - Presentato il master in narrazione di comunità di Unitus e Banda del racconto

Gli aedi son tornati…

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De Angeli, Ricci e Scarascia Mugnozza

De Angeli, Ricci e Scarascia Mugnozza

Riccardo Valentini

Riccardo Valentini

Giuseppe Scarascia Mugnozza

Giuseppe Scarascia Mugnozza

Antonello Ricci

Antonello Ricci

Stefano De Angeli

Stefano De Angeli

Viterbo – Attenzione! Attenzione! Gli aedi son tornati.

Riprende vita quello che nell’antica Grecia era il cantore professionista. Una vita nuova. Moderna: 3.0.

E’ l’obiettivo del master in narrazione di comunità targato Unitus e Banda del racconto. La presentazione questa sera in piazza del Gesù, sotto i gazebo del bar TrediciGradi.

Padroni di casa il direttore del Dibaf Giuseppe Scarascia Mugnozza, Antonello Ricci della Banda del racconto e Stefano De Angelis, docente dell’università della Tuscia.

“Il dipartimento – dice Scarascia Mugnozza – accoglie con piacere il progetto. L’interdisciplinarità è nell’anima del Dibaf, che coniuga competenze scientifiche e artistiche. Ma anche ambientali, paesaggistiche e nel restauro dei beni culturali. Per questo l’iniziativa coinvolge anche altri dipartimenti, come quello di lingue, scienze della comunicazione e lettere”.

Non un master tradizionale ma innovativo. “E’ una scommessa di cui non abbiamo paura – continua Scarascia Mugnozza -, perché è l’università il luogo ideale per le sperimentazioni. Uno dei primi obiettivi del master è quello di creare figure che possano ricomporre l’unitarietà d’approccio al territorio, attraverso i saperi e le narrazioni”.

Saperi, paesaggi e narrazioni. Sono le parole d’ordine del master. Le sottolinea anche il professore De Angeli. “Il progetto abbraccia gli antichi saperi, come quelli agricoli e forestali, che hanno sempre bisogno di essere narrati e raccontati. La scoperta del territorio è possibile farla solo ricorrendo alle risorse umane”.

De Angeli la definisce una comunicazione 3.0. “Una comunicazione – spiega – che unisce quella narrativa, la 1.0, a quella tecnologica, la 2.0. Questo incontro crea un nuovo tipo di comunicazione: la comunicazione 3.0”.

Docente del corso, Antonello Ricci. E’ lui, narratore per eccellenza, che spiega cosa vuol dire essere narratore di comunità. “Non è un nome nuovo per chiamare cose vecchie – sottolinea -, ma è la figura che più esprime il territorio in cui vive. Gli incontri aiuteranno a recuperare e a ricostruire il filo della memoria storica. Tutto attraverso la parola, che avrà un ruolo fondamentale”.

Il master rivolto a giovani e meno giovani, studenti e guide turistiche innamorate del territorio, è anche un modo non convenzionale per festeggiare i quindici anni di Banda del racconto. Accanto a Ricci, “l’armata” composta dall’editore Davide Ghaleb, dall’attore e regista Pietro Benedetti, dal giornalista Daniele Camilli e dagli esperti Marco d’Aureli e Alfonso Prota. Solo per citarne alcuni.

L’iniziativa non prevede nessuna lezione frontale. Nessuna cattedra dividerà “studenti” e “professori”. L’approccio didattico sarà diverso e innovativo, aperto al mondo. Ed ecco che si uscirà dall’aula universitaria per fare incontri, interviste e passeggiate. Tutto con il beneplacito della regione Lazio.

“L’idea – sottolinea il consigliere Riccardo Valentini – è nata toccando con mano la bellezza degli incontri di Antonello Ricci. Da anni, con la sua Banda, ci racconta, in chiave sempre diversa, il nostro territorio. Così abbiamo deciso di unire le nostre forze per far sì che la Tuscia liberi tutto ciò di cui è ricca. Desideriamo aiutare questa terra a esprimersi nel migliore dei modi e a far esplodere tutta l’energia che possiede”.

Il master, dal costo di 500 euro, prenderà via in autunno. “La regione – ammette Valentini – è molto interessata a questo progetto. Tra gli obiettivi anche quello di offrire nuove possibilità di lavoro, in una delle provincie con il più alto tasso di disoccupazione. Per questo siamo al lavoro per far diventare il master un modello regionale, ma anche per far sì che il narratore di comunità diventi una professione riconosciuta”.

Il master sarà a numero chiuso: massimo venti i partecipanti. Sarà possibile accedere all’iniziativa attraverso un bando pubblicato sul sito dell’università della Tuscia.


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27 luglio, 2016

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