Viterbo – (g.f.) – Era scomparsa nel nulla, poi è riapparsa. Per la grotta rupestre di Grotte Scalina una straordinaria riscoperta in una zona sperduta sulla Tuscanese (fotogallery – slide).
A inizio Novecento era stato l’archeologo viterbese Luigi Rossi Danielli durante scavi ad arrivare al sito, ma la morte prematura non gli permise di far conoscere gli esiti.
Nel 1962, la pubblicazione di una foto in cui l’archeologo e il collega Luigi Scriattoli sono davanti alla facciata della tomba rupestre etrusca.
Una storia strana, quella della tomba. E’ Vincent Jolivet, direttore di ricerca Cnrs di Parigi a spiegarlo.
“Tutto parte dalla foto – ricorda Jovet – non essendo negli anni trovata, si pensava che fosse andata distrutta e comunque si sapeva che era stata depredata e quindi non c’era un grande interesse”. Poi nel 2010 la decisione d’intervenire.
“Pensavamo a un piccolo scavo, due metri di profondità. Dopo sette giorni eravamo a tre metri e mezzo. Era più complicato del previsto, con grosse spese di cantiere, sopratutto per la sicurezza”.
Attualmente sono state scavate due camere funerarie, depredate. “C’è altro da scoprire riteniamo – continua Jolivet – decideremo se il lavoro andrà avanti o se chiuderemo quest’anno”.
Di certo la riscoperta della tomba monumentale di Grotte Scalina uscirà dai confini della Tuscia. Il 15 dicembre a Parigi sarà organizzata una giornata di studio, mentre domani sera è in programma una visita.
“Abbiamo ancora una settimana di lavoro – spiega Edwige Lovergne, università di Parigi – per le attività di post scavo, sistemare oggetti e ceramiche rinvenuti durante la campagna. Abbiamo terminato gli interventi su una camera che è più piccola rispetto alla facciata monumentale. Con quattro sarcofagi completamente depredati”.
C’è ancora da scoprire. “E’ un bene – spiega la sovrintendente Valeria D’Atri – che ci sia interesse da parte della città su un monumento che ha conosciuto più vite. Si trova in una proprietà privata e grazie alla disponibilità della famiglia Pepponi è stato possibile portare avanti la ricerca. Non è scontato e non sempre accade”.
Viterbo per l’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi può aspirare a diventare centro d’attrazione e sviluppo per la ricerca archeologica. In programma un progetto che porterà in città un numero importante di studenti.
In conferenza stampa in comune per presentare la riscoperta, anche l’ex procuratore Pazienti e Felice Orlandini, ispettore onorario dei Beni culturali.
Gli scavi hanno avuto il sostegno di Fondazione Carivit, con il presidente Mario Brutti che ha incontrato il professor Jolivet a inizio del suo mandato. La Tuscia è un territorio da scoprire per il sindaco Leonardo Michelini che punta a fare sistema con tutto il territorio.
“Anche aggregando gli studi – osserva il primo cittadino – con un centro di diffusione dei dati. Magari da realizzare anche a Viterbo. E’ un impegno che dobbiamo prendere, perché abbiamo un patrimonio immenso, che non è nostro, ma di tutti”.
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