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Acquapendente - L'Arci condanna l'atto vandalico al casale che dovrebbe accoglie trenta profughi

“Immigrati, non si parli d’emergenza”

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Acquapendente - Atti vandalici nel casale degli immigrati

Acquapendente – Atti vandalici nel casale degli immigrati

Acquapendente - Atti vandalici nel casale degli immigrati

Acquapendente – Atti vandalici nel casale degli immigrati

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Non c’è emergenza, c’è solo confusione.

Arci solidarietà Viterbo onlus e il comitato provinciale di Arci Viterbo esprimono una totale condanna alla violenza fisica e verbale espressa ad Acquapendente, dove una struttura è stata vandalizzata perché avrebbe dovuto ospitare alcuni richiedenti asilo.

L’emergenza non esiste, esiste solamente un sentimento di confusione e spaesamento dovuto a una non chiara gestione del sistema di accoglienza da parte degli organi preposti e alle mistificazioni e alle campagne allarmistiche in atto sia a livello nazionale che locale.

Piani che si intersecano due volte. Sia a livello propagandistico, con forze che spingono per favorire la tensione, che a livello di gestione dell’accoglienza di migranti, con comuni spesso scavalcati e non resi partecipi dal governo centrale in merito alle politiche di integrazione sul territorio.

Con una accoglienza pianificata, diffusa e non invasiva si allontana la possibilità che si creino tensioni e che monti l’esasperazione. Il tipo di accoglienza in appartamento, che Arci solidarietà Viterbo da circa 15 anni coordina sul territorio provinciale con i progetti Sprar, è una buona prassi che viene sollecitata anche dall’ultimo accordo tra ministero dell’interno e l’associazione nazionale dei comuni italiani.

Contrastare l’accoglienza in grandi centri, preferendo quella in piccoli nuclei divisi in appartamenti in accordo con gli enti locali, è l’unica via per allontanare il pericolo di tensioni sociali e combattere la convinzione di alcuni cittadini di vivere in uno stato di emergenza.

Arci solidarietà Viterbo onlus


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28 luglio, 2016

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