Viterbo – “Cosa deve fare il consiglio comunale?”.
Sempre meglio a palazzo dei Priori. Parte la seduta, il primo punto è quello sull’incompatibilità di Chicco Moltoni (Gal).
La maggioranza si spacca, non sa cosa fare e allora il capogruppo Pd Mario Quintarelli lo domanda al dirigente Rossetti. Inusuale.
E’ stato il presidente Marco Ciorba a fare il punto aprendo i lavori, leggendo la comunicazione della prefettura. E’ partita l’azione popolare, con un ricorso depositato al tribunale di Roma lo scorso 16 maggio. Si è in attesa dell’udienza.
Nel frattempo il tribunale ha sospeso la cartella Equitalia. Quella da 80mila euro. Alla luce dei fatti, il consiglio che deve fare? Quintarelli chiede al dirigente di relazionare.
“E’ stata notificata una richiesta di sospensione del pignoramento presso terzi di Equitalia – dice Rossetti – rinviando all’udienza del primo febbraio 2017, con invito a depositare gli atti mancanti. Il comune potrà costituirsi o meno”.
A Quintarelli non piace la risposta. “Troppo facile – incalza il capogruppo Pd – il consiglio comunale cosa deve fare?”.
Rossetti non ci sta. “Non lo può pretendere – è la replica del dirigente – non capisco come possa chiedermi certe, anche a livello persona. Chi può risponderle?”.
Buzzi corregge il Quintarelli: “La vicenda è complessa – osserva Buzzi – alla luce delle ultime informazioni chiediamo un parere legale”. Quintarelli approva.
Si arriva al voto sulla richiesta di un parere legale e quindi rinvio della discussione. Il centrosinistra si spacca. Il capogruppo Pd Quintarelli chiede il rinvio, ma dal suo stesso partito, Scorsi e Bizzarri dicono no e Fabbrini si astiene.
Nel resto della maggioranza Viva Viterbo dice no, contrari Filippo Rossi e Maria Rita De Alexandris. Troili (Pd), Boco (Pd), Treta (Lista civica) e De Dominicis (M5s) al momento del voto non sono presenti. Solo l’ultimo lo aveva anticipato. In minoranza si astengono Taborri e Frontini.
“Nel caso in cui il procedimento avviato dalla prefettura – osserva Bizzarri (Pd) – sia approvato, noi saremo chiamati a pagarne di persona”.
E’ la motivazione del no da parte della consigliera. Christian Scorsi (Pd) è in grossa difficoltà. “Voterò contro il parere legale – osserva l’esponente Pd – perché la prefettura ha scritto più volte ed esige un voto dal consiglio comunale”.
Alla fine, la sintesi sulla seduta tocca a Giulio Marini: “Fossi il sindaco – dice Marini – prenderei a sediate tutti i consiglieri. Anche oggi stiamo qui a perdere tempo, riunioni su riunioni. Era già stato deciso e noi qui a perdere ore, invece d’occuparci di temi importanti che interessano la città”.
Marini non è più sindaco da tre anni. Consigliere e sedie sono salvi.
Giuseppe Ferlicca
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