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Cronaca - Preso a pugni da un coetaneo era in coma da lunedì

Morto il 27enne massacrato di botte

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Ostia - 27enne massacrato di botte - Alessandro De Simoni

Ostia – 27enne massacrato di botte – Alessandro De Simoni

Ambulanza

Ambulanza

Una panoramica di Ostia

Una panoramica di Ostia

Ostia – Non ce l’ha fatta il 27enne massacrato di botte.

E’ morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale san Camillo di Roma Alessandro De Simoni, il 27enne preso a pugni da un coetaneo. Il giovane era in coma da lunedì, la notte della tragedia.

L’aggressore, un 25enne romano arrestato poco dopo il dramma, dovrà rispondere di omicidio.

La lite a Ostia, a pochi metri dal porto turistico del litorale. Sarebbe scoppiata per un episodio banale: una borsa rubata qualche settimana prima in un centro commerciale.

La compagna di Alessandro avrebbe accusato del furto la sorellastra dell’aggressore, che avrebbe chiesto un appuntamento con la vittima per chiarire la faccenda. Ma dalle parole si è passati alle botte.

Il 25enne sferra un pungo in pieno volto al coetaneo, con una violenza così inaudita da fa perdere l’equilibrio al 27enne che batte la testa sul marciapiede. L’urto è fatale. L’aggressione mentre un amico dell’arrestato faceva da vedetta, affinché nessuno si avvicinasse.

Alessandro è rimasta a terra a bordo strada. In una pozza di sangue, come ha raccontato la compagna al Messaggero. “Ho sentito come un boato, come se fosse cascato qualcosa. Ho incrociato il 27enne, gli ho chiesto dove fosse Alessandro. Me lo ha indicato. Era in una pozza di sangue, l’aveva preso a cazzotti selvaggiamente.

E’ salito in macchina per scappare – continua la ragazza -, ho cominciato a prenderla a calci e pugni. Poi abbiamo chiamato il pronto soccorso e i carabinieri. Alessandro aveva fratture al viso, era gravissimo. Qualcuno mi ha detto che ha continuato a colpirlo anche quando era a terra”.

I familiari si sono arresi subito, i medici non hanno mai dato illusioni. Ieri la comunicazione: “Morte cerebrale, non c’è niente da fare”. Sono così stati firmati i documenti per l’espianto degli organi.

L’aggressore è nel carcere di Regina Coeli, in attesa che venga chiuso il fascicolo d’indagine. La compagna di Alessandro ora chiede giustizia.


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27 luglio, 2016

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