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Tentato golpe - Il racconto del viterbese Maurizio Emili che si trovava in Turchia - Domenica è rientrato in Italia: "Aeroporto di Istanbul blindato"

“Moschee in preghiera, la gente in strada”

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Tentato colpo di stato in Turchia

Tentato colpo di stato in Turchia

Maurizio Emili

Maurizio Emili

Tentato colpo di stato in Turchia

Tentato colpo di stato in Turchia

Viterbo – (g.f.) – “Dai minareti delle moschee si sentivano le preghiere dei muezin e la gente ha cominciato a riversarsi in strada”.

Nelle ore convulse del tentato golpe, Maurizio Emili, di Civita Castellana, si trovava in Turchia per motivi di lavoro. Opera per conto di una grossa ditta d’automazioni.

Ha vissuto in prima persona momenti drammatici, anche se per fortuna non si trovava a Istanbul o Ankara, zone nevralgiche, dove i militari hanno tentato di rovesciare il governo Erdoan. Si trovava a Bozüyük.

“Ero a circa 250 chilometri a sud rispetto a Istanbul – ricorda Emili – in una città che conta settantamila abitanti. Dove a un certo punto è scattata la mobilitazione. La notte dopo l’appello lanciato da Erdogan, la gente ha cominciato a scendere in piazza, dalle moschee sono partite le preghiere, senza sosta”.

Mentre la popolazione si riversata lungo vie e piazze.

“Tutta la popolazione si è mossa, c’erano macchine ovunque che suonavano. Non ho avvertito sensazione di pericolo. Non c’era paura – continua Emili – la situazione tutto sommato sembrava tranquilla. Qualcosa è cambiato il giorno dopo. La gente la mattina comunque è andata al lavoro e certo si avvertiva preoccupazione, ma nulla di più”.

Domenica il rientro in Italia. Emili, arrivato a Istanbul, ha fatto i conti con una situazione nel Paese piuttosto tesa.

“Dovevo andare in aeroporto – ricorda Emili – ma non ci hanno fatto arrivare con la macchina per ragioni di sicurezza.

Praticamente mi sono dovuto fare quattro chilometri a piedi. C’erano molti controlli, camionette, blindati. Ma alla fine sono riusciti a partire”.

Lo scalo, come altri obiettivi strategici, presi d’assalto dai militari nel tentativo di golpe, è presidiato.

Altri suo colleghi sono rimasti in Turchia. “Stanno ancora lì – spiega Emili-, la situazione è sotto controllo. Anche lungo la strada verso l’aeroporto era tutto a posto. Anche perché era domenica, con poca gente in giro”.

Al momento per Emili non è previsto il rientro in Turchia. “Per adesso ci sono le ferie…”, dice l’imprenditore.


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19 luglio, 2016

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