Viterbo – Pubblico delle migliori occasioni, l’altra sera, a riempire strade e piazze di Viterbo per il quarto appuntamento con le cine-passeggiate organizzate da Antonello Ricci e Davide Ghaleb Editore.
Il ciclo si svolge nell’ambito di 2016 Anno del cinema – Viterbo città del mare, Tuscia terra di Orson Welles, Pasolini e Fellini: una iniziativa voluta da Tusciaweb in sinergia con Università degli Studi della Tuscia e Tuscia Film Fest nei luoghi di Viterbo e della Tuscia consacrati al grande cinema italiano e internazionale.
Giovedì sera è toccato alla Viterbo de Il vigile di Luigi Zampa (1960), ancora oggi uno dei film più amato dagli italiani (fotogallery – slide).
Pubblico popolare per una bella serata popolare.
Popolare per contenuti (Il vigile resta uno dei capolavori della ruggente stagione della commedia all’italiana). Popolare per modi.
Particolarmente apprezzate le performance dei due ospiti d’onore della serata. L’estrema affabilità comunicativa delle “pillole” critiche proposte da Giovanni Fiorentino, docente del Disucom dell’Unitus (Dipartimento di Scienze Umanistiche, della Comunicazione e del Turismo) e storico del cinema.
Nonché la straordinaria poesia di aneddoti e apologhi rievocati, direttamente dalla memoria del set, da Paolo Bianchini, regista nostro conterraneo e – a quel tempo – aiutoregista e aiuto sceneggiatore di Luigi Zampa (come a dire: un pezzo della storia della macchina dei sogni in questa nostra Italia).
Popolare e incantevole, foriera di sorrisi, risate e pensosità mai banali la performance di Pietro Benedetti (alias Otello Celletti-Alberto Sordi) e Olindo Cicchetti (Capannelle e altre diavolerie) della Banda del racconto.
Ma popolare soprattutto l’affacciarsi, di stazione in stazione, di noti personaggi viterbesi che in quell’impresa cinematografica finirono a diverso titolo per restare “impigliati”. A piazza del Comune Vincenzo Ceniti, figura di spicco del turismo locale e oggi console onorario del Tci, ma a quel tempo attore amatoriale direttamente prelevato – durante una prova, insieme con altri al Palazzaccio di via del Collegio – nientedimeno che da
Albertone Sordi per finire immortalato sul palco dell’indimenticabile comizio monarchico a favore dell’improvvida candidatura di Otello Celletti.
In via san Lorenzo invece Bruno Mencarelli, attore e regista amatoriale di gran vaglia ed esperienza nonché responsabile Fita per la Tuscia, che in quei giorni – aveva 16 anni – fu condotto alla leggendaria Curva della Morte (dopo Bagnaia) in ambulanza da suo padre: vestito da infermiere, il papà di Bruno, e incaricato di sorreggere la portantina su cui giace, nel gran finale all’agrodolce del film, quel birbone del sindaco-De Sica che esclama: – Li mortacci tui! Poi sirene spiegate e Otello-Albertone che sfreccia in moto con paletta, fischietto e un sorriso a 32 denti.
Popolare, infine, anche il colpo di scena sull’applauso finale: quando, facendosi largo a sorpresa, dal pubblico avanza la signora Paola Tamantini. Tiene in mano una foto che vuole consegnare direttamente nelle mani di Paolo Bianchini. È un momento magico: l’immagine è stata “staccata” dall’album di famiglia: si tratta in realtà di un fermo-immagine ricavato dal film, alcuni avventori seduti in trattoria (sì, avete capito bene: la trattoria della pernacchia, in via San Lorenzo) il tavolo più vicino alla porta a vetri.
Al centro siede il nonno di Paola, Gesualdo Marcomeni, che fece la comparsa in quella scena. Lei è venuta apposta per farci vedere lo scatto e raccontarcelo. Non avrebbe potuto farci regalo più dolce.
Il cinema: la più grande avventura popolare del XX secolo.
Con questo bel successo noi andiamo in vacanza più felici. Ci rivediamo dopo l’estate.
Antonello Ricci
2016 Anno del cinema
Viterbo città del mare – Tuscia terra di Orson Welles, Pasolini, Fellini
Una iniziativa Tusciaweb
In collaborazione con
Università degli Studi della Tuscia
e Tuscia Film Fest
Con il patrocinio del Comune di Viterbo
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