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Regione - Il M5s chiede quali iniziative siano in corso o necessario adottare per scongiurare un disastro ambientale

Rifiuti tossici Graffignano-Sipicciano, presentata interpellanza

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Massimiliano Bernini

Massimiliano Bernini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quando si parla di smaltimento illecito di rifiuti spesso si compie l’errore di pensare sia una problema che riguarda solo alcune regioni del paese, invece reati simili, anche di grandi dimensioni riguardano tutta la penisola e purtroppo anche la nostra Tuscia non è immune da certe problematiche, anzi, sembra proprio che il nostro territorio sia tra i più colpiti da certi fenomeni.

A tal proposito abbiamo presentato un’interpellanza  parlamentare sulla drammatica situazione ambientale  legata allo smaltimento ed il traffico illegale di rifiuti tossici nel comune di Graffignano, in provincia di Viterbo, nei terreni in località Pascolaro e Bivio del Pellegrino.

Ricordo che l’area finì al centro delle indagini del corpo forestale dello Stato già tra il 2006 e il 2007 e, come spiegò l’allora comandante dei nuclei investigativi provinciali di polizia ambientale e forestali (Nipaf) di Viterbo, durante il processo contro gli imprenditori imputati, essa sarebbe stata interessata dallo sversamento di 20mila tonnellate di rifiuti, spalmati con le macchine operatrici e ricoperti dalla terra.

Come spesso accade in queste situazioni la vicenda giudiziaria è caduta in prescrizione, e quindi pur essendo abbondantemente documentati gli scempi ed i rischi per la salute pubblica e per l’ambiente, non sono state individuate le responsabilità tantomeno i colpevoli della devastazione.

Recentemente (maggio 2016) è stato approvato in conferenza dei servizi alla prefettura di Viterbo il piano di caratterizzazione proposto, dal professor Vincenzo Piscopo della Tuscia e integrato dalle richieste dell’Arpa, Lazio, finalizzato alla bonifica dei 140 ettari interessati dagli sversamenti illeciti nel comprensorio graffignanese, il cui costo nei 10 anni di “latitanza” delle istituzioni, è lievitato a 250 mila euro; in località Pascolaro, i rifiuti sono stati sepolti a notevole profondità, perciò per la caratterizzazione di cui al punto precedente sono previsti degli scavi e sondaggi anche profondi al fine di valutare quali tipologie di sostanze siano state interrate e il livello di contaminazione delle acque, previo censimento dei pozzi fornito dalla provincia di Viterbo.

Per queste ragioni ho presentato un’interpellanza ai ministri competenti per chiedere quali iniziative siano in corso o necessario adottare al fine di scongiurare un disastro ambientale dovuto alla contaminazione delle falde acquifere profonde e superficiali, in modo particolare di quelle che alimentano l’adiacente fiume Tevere; e quali iniziative intendano adottare al fine di evitare ogni tipo di contaminazione della filiera agro-alimentare locale e vietare ogni attività agro-silvo-pastorale e venatoria, nelle zone inquinate e nelle eventuali fasce di rispetto, miranti alla salvaguardia della salute umana valutando se sussistano i presupposti per rivalersi in sede civile per il risarcimento del danno nei confronti del responsabile o dei responsabili dell’inquinamento che per legge è sempre tenuto alla bonifico dell’intero sito.

Massimiliano Bernini
Cittadino Portavoce Movimento 5 Stelle
Commissione XIII – Agricoltura Camera dei Deputati


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7 luglio, 2016

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