Viterbo – Talete cerca soci. All’avviso scaduto l’11 luglio una sola risposta. Manca la conferma ufficiale, ma da indiscrezioni, la sola ad avere risposto è stata Acea.
Lo avevano previsto in molti, essendo gestore in altri ambiti regionali, un esito quasi scontato.
La società idrica è alla ricerca di una società di capitali che sia a controllo pubblico. Totale o a maggioranza e con cinque anni di servizio in un Ato non inferiore a quello della Tuscia, l’Ato 1 Lazio Nord e poi ovviamente deve avere una certa consistenza finanziaria.
Del resto, deve portare nuovi capitali, necessari a rilanciare Talete, garantendo i livelli occupazionali. Quindi le spalle devono essere larghe.
Una delle condizioni specificate, era come l’ingresso di nuovi soci non avrebbe dovuto mutare il controllo. Sempre in mano pubblica.
Acea ha risposto, ma è soltanto il primo passaggio. Domanda da verificare e poi, come lo stesso presidente Talete Salvatore Parlato ha ribadito ai sindaci – soci, l’ultima parola spetta a loro.
“La manifestazione d’interesse – precisa Parlato – non dà diritti a chi la presenta. Sarà portata in assemblea e solo a seguito della valutazione da parte dei soci sarà portata avanti”.
Talete ha in affidamento la gestione del servizio idrico fino al 2036, conta 152 dipendenti, gestisce 29 su 61 comuni compresi nell’Ato. Dal primo luglio è entrato pure Tarquinia.
Arriva a 110mila utenze coperte, servendo 190mila abitanti, con un consumo d’energia elettrica per gestire gli impianti, pari a 34,5 milioni di chilowatt l’anno.
Talete eroga agli utenti, compresi i comuni cui vende l’acqua senza gestire il servizio, 21 milioni di metri cubi l’anno e il fatturato arriva a 29 milioni di euro, su una rete che si estende per 1100 chilometri circa.
Alla società idrica da febbraio è stata assegnata anche la gestione di 47 impianti di potabilizzazione per il trattamento di arsenico e fluoruri e 54 per il trattamento acque reflue.
Giuseppe Ferlicca
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