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Viterbo - Giuseppe Fioroni (Pd) sfrutta l'occasione offerta dal progetto Pronat sulle molecole naturali e lancia la proposta

“Un polo biomedico con sede a Palazzo Doria Pamphilj”

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Il rettore Ruggieri, Marco Mancini e Giuseppe Fioroni

Il rettore Ruggieri, Marco Mancini e Giuseppe Fioroni

Viterbo – (p.p.) – “Un polo biomedico con sede a Palazzo Doria Pamphilj”.

Giuseppe Fioroni (Pd) trae dal progetto Pronat sulle molecole naturali lo spunto per investire sul territorio.

Dopo la firma del distretto culturale dell’Etruria meridionale, il progetto finanziato con sei milioni di euro dal Cipe, rappresenta, per lui, un’ulteriore occasione di rilancio della città con la creazione di un polo biomedico per la ricerca.

“Il 30 giugno – dice Fioroni – è stata una giornata molto importante per Viterbo e per la nostra provincia. Si sono concretizzati due interventi, il distretto dell’Etruria meridionale e il progetto Pronat sulle molecole naturali, che rappresentano, in modo diverso, uno straordinario volano per la crescita e lo sviluppo del territorio. Crescita e sviluppo fortemente radicati nella nostra vocazione”.

Fioroni scende nel dettaglio, soffermandosi, in particolare, sul percorso di ricerca. “All’Università della Tuscia, il rettore Ruggieri, il presidente del Cnr Inguscio e l’amministrazione delegato del Cnccs (Collezione nazionale di composti chimici e centro screening) Di Lorenzo e il capo dipartimento del ministero della Ricerca e dell’Università Mancini hanno sottoscritto un protocollo di collaborazione e, soprattutto, è stato presentato il progetto sulle molecole naturali, finanziato dal Cipe, per oltre sei milioni di euro.

Un progetto che parte dallo studio dei prodotti della nostra terra e su cui l’università ha tanto lavorato per dare una prospettiva di impiego e di applicazione al mondo dell’impresa, specie nella produzione farmacologica. E’ uno piano a medio termine, che può però rappresentare un solido fondamento su cui far nascere un polo biomedico a Viterbo”.

L’ex ministro lancia un segnale alla Regione. “Il presidente Zingaretti, il vice Smeriglio e l’Unitus hanno da sempre dimostrato un grande interesse per l’economia circolare e, in questa ottica, il progetto delle molecole naturali e la sua successiva applicazione alla salute del cittadino può rientrare tra le iniziative finanziabili con fondi europei. Sono certo che la Regione guarderà con occhio benevolo questa ulteriore occasione di investimento sul nostro territorio.

Si tratta di uno dei progetti più significativi di ricerca biomedica che prende il via e che riguarda molecole naturali e non composti chimici prodotti sinteticamente. Merito dei tanti ricercatori della nostra università che, in questo campo, hanno una solida esperienza e rappresentano un’eccellenza.

Potendo contare sulla indiscussa collaborazione dei consiglieri regionali e soprattutto del presidente Zingaretti, lavorerò sull’ipotesi che l’università della Tuscia, la Sapienza e la Regione possano dare vita, nel palazzo Doria Pamphili, a un polo biomedico che ospiti i corsi di laurea breve, oltre che la sede di questo progetto di ricerca.

Non resta fuori la Asl, che già tanta sensibilità ha dimostrato verso il polo biomedico, con la dottoressa Donetti che si è spesa per avviare il progetto. Ritengo poi che anche il comune possa partecipare a questa realizzazione, mettendo a disposizione, per ulteriori presenze, lo splendido palazzo del Gallo, che si presta benissimo a rappresentare un unicum di polo biomedico.

In prospettiva, la Asl e l’ospedale di Viterbo rappresentano, con i professionisti che ci lavorano, una base di ulteriore ampliamento delle fasi di ricerca e sperimentazione”.

Fioroni dice di voler andare a fondo. “Lavorerò per questo, perché mettere in piedi il polo biomedico sarà un’occasione di sviluppo economico per il territorio e un’opportunità che potrà essere sfruttata dagli studenti per le lezioni e soprattutto per le loro ricerche”.


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13 luglio, 2016

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