Viterbo – (g.f.) – Una via o una piazza di Viterbo dedicate a Enzo Tortora, possibilmente nelle vicinanze del palazzo di giustizia.
A quasi trent’anni dalla scomparsa del giornalista e conduttore tv, al centro di una vicenda giudiziaria che lo vide ingiustamente accusato di gravi reati, Viva Viterbo propone di ricordarlo.
“E’ una mia iniziativa – dice l’assessore ai Grandi eventi Giacomo Barelli – e ringrazio il consigliere Filippo Rossi per averla presentata.
Del caso Tortora ce ne siamo occupati in passato. Due anni fa con l’ordine degli avvocati ospitammo il suo difensore, Della Valle, quest’anno durante Caffeina è stato proiettato un docufilm sulla vicenda”.
Una storia drammatica, alla fine della quale fu completamente riabilitato, ma rimase profondamente segnato.
“E’ una figura importante – continua Barelli – rinunciò all’immunità, si dimise da europarlamentare per essere sottoposto a giudizio. E’ un esempio di civiltà giuridica cui la città vorremmo che prestasse la giusta attenzione”.
L’incubo per Tortora iniziò nel giugno del 1983, quando fu arrestato. “Affrontò anni di battaglie durissime – è riportato nell’ordine del giorno – fino al 15 settembre 1986, quanto fu assolto con formula piena”.
A febbraio del 1987 il ritorno in televisione alla guida del suo programma di maggior successo, Portobello, pronunciando una frase che rimase nella mente di milioni d’italiani: “Dunque… dove eravamo rimasti?”. Morì l’anno successivo.
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