Viterbo – Ha ottenuto i domiciliari dopo tre mesi e mezzo di carcere.
Ha lasciato Mammagialla nei giorni scorsi Rodolfo Feliz Castillo, il 35enne dominicano arrestato a marzo dopo essere stato trovato con un barattolo pieno di riso e cocaina.
Il tribunale ha accolto la richiesta del suo avvocato Samuele De Santis.
A nulla servirono le obiezioni della difesa alla convalida dell’arresto: la droga, secondo il legale, non era di Castillo che, peraltro, non viveva da solo nell’appartamento in cui i carabinieri trovarono il barattolo di riso e cocaina.
Sul giocatore di baseball, però, pesava il precedente ingombrante dell’operazione Babele, la doppia retata antidroga scattata a maggio 2014 e ad aprile 2015 in centro storico per stroncare un traffico di cocaina e hashish. L’inchiesta, coordinata dal pm Paola Conti, svelò un centro storico diviso a metà: a San Faustino la cocaina del gruppo dei dominicani, a San Pellegrino l’hashish dei tunisini. 33 arrestati, una decina dei quali anche viterbesi.
Castillo viene incriminato nel primo blitz e nel secondo.
Prima il carcere. Poi i domiciliari col braccialetto elettronico, disposti dal tribunale del Riesame. Infine, gli arresti in casa, senza più il dispositivo di controllo, collegato con la caserma. Ma anche due procedimenti per evasione dai domiciliari: in un caso è stato assolto; nell’altro è in attesa di giudizio.
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