Viterbo – Luce di Rosa prende vita, mentre si lavora all’assemblaggio di Spirale di Fede e Diva Rosa.
Fermento nei comitati centro storico, Pilastro e Santa Barbara. A quindici giorni dall’inizio dei festeggiamenti per santa Rosa, operai al lavoro per la costruzione delle tre minimacchine della città. E sono una più bella dell’altra.
Luce di Rosa è la minimacchina del 50esimo trasporto del comitato centro storico. Una costruzione moderna e innovativa per celebrare le nozze d’oro e proiettare il comitato nel secondo mezzo secolo di vita.
“La forma della base di Luce di Rosa – fanno sapere dal comitato – è qualcosa di innovativo, mai visto in questi anni”. Per la prima volta, la parte più bassa della minimacchina è a pianta quadrata. Pesante quattro quintali, Luce di Rosa è circondata da otto angeli e illuminata da più di duecento lumini a fiamma viva.
“I bicchieri contenenti cera – continuano dal comitato – aiuteranno l’illuminazione artificiale. Tale novità sarà data dal colore della stessa cera sull’intera superficie della minimacchina”. Grande novità, l’altezza variabile della costruzione. In alcuni punti del percorso, Luce di Rosa si alzerà di un metro (da 5,5 a 6,5) grazie a un innovativo meccanismo tecnologico.
Ideata da Lucio Laureti e realizzata da Mario Todini e Natassia Andreani, Luce di Rosa è bella quanto complessa. Così, per la prima volta, la minimacchina non è realizzata dal comitato ma da aziende viterbesi: la Mastro Polistirolo e la SM2 officine meccaniche, che lavora sulla base e sul traliccio.
Al Pilastro è partito l’assemblaggio di Spirale di Fede. Il 27 agosto sarà la terza volta che la minimacchina, riproduzione della macchina di Palazzetti-Valeri, attraverserà le vie del quartiere. Pesante quattro quintali e realizzata in polistirolo, resina e alluminio, è costruita dalla Mastro srl. L’azienda, insieme a Fulvi, Taschini e Sordini, è riuscita a riprodurre nei minimi dettagli l’indimenticabile struttura che illuminò gli occhi di Giovanni Paolo II.
Ultimi ritocchi anche a Diva Rosa. La minimacchina di Santa Barbara si prepara al trasporto del 28 agosto. Sarà la sua seconda uscita.
In poco più di quattro quintali, c’è tutta Viterbo: gli archi e le colonne di palazzo dei Papi, uno scorcio dei profferli. Un arco, sotto il quale riposa il leone simbolo della città, sembra nascondere il corpo centrale della macchina: una torre in finto peperino lungo la quale si snodano le mura cittadine. In cima santa Rosa e sulla base la scritta “Divae Rosae dicata, a.d. MMXV”.
E mentre nei cantieri si lavora a ritmo serrato, sono iniziate le prove per i minifacchini dei tre comitati. La festa di santa Rosa è sempre più vicina.
Raffaele Strocchia
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