Viterbo – Da qualche mese su iniziativa del comune, a seguito di varie sollecitazioni, è stato creato un “Tavolo di lavoro” per individuare possibili soluzioni per il “Museo della Macchina di Santa Rosa”.
Il tavolo, su indicazioni del sindaco è presieduto dall’assessore Barelli e dalla consigliera Maria Rita De Alexandris.
Ne fanno parte un buon numero di ideatori e costruttori del passato, il presidente del Sodalizio dei Facchini e, valore aggiunto, Alfredo Passeri, architetto, professore associato di estimo valutazione economica dei progetti presso l’università degli studi di Roma Tre.
Il delicato lavoro, frutto di volontariato da parte di tutti, sta andando avanti tra entusiasmi e battute d’arresto ma tant’è a Viterbo nulla è facile. Occorre principalmente adottare azioni creative per sopperire alle difficoltà economiche del difficile momento storico.
Non voglio entrare troppo nel merito poiché non sono portavoce del tavolo che, pur essendo semispontaneo è comunque un tavolo istituzionale, la maggior parte degli incontri avviene proprio nella sede comunale e spetterà ad altri, se voluto e quando, fare il punto della situazione.
Mi viene invece spontaneo dire qualcosa sull’idea dell’amico Silvio Cappelli, da sempre appassionato della storia e delle tradizioni viterbesi, sulla possibilità di creare una torre permanente addossata alle mura, necessariamente alla partenza, per avere la possibilità di vedere l’ultima Macchina per tutto l’anno, anziché riposta in un magazzino.
Anche il Tavolo ha affrontato questo tema, e forse perché “tutti d’un sentimento” si è giunti alla stessa idea, proposta da Silvio.
La torre si potrebbe fare sia stilisticamente integrata con le mura cittadine, ma anche di rottura con gli schemi e perseguire la modernità. In attesa del museo, che auspichiamo di vederne la luce, questa della torre, potrebbe essere un primo passo, forse una piccola cosa rispetto all’idea più evoluta dello spazio espositivo per più macchine e tanto altro riguardante il trasporto e la Vita di Santa Rosa, ma avrebbe comunque un grande merito: l’idea concreta da parte dell’amministrazione comunale di iniziare qualcosa per la tutela della nostra tradizione. Per il resto se son rose fioriranno.
Angelo Russo
Ideatore di Sinfonia d’Archi
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