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Viterbo - Era stato fatto benedire dai messaggeri di Lux Rosae ad Assisi, città della pace, e ora è nel giardino del monastero di santa Rosa

Piantato l’ulivo della pace

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Piantato l'ulivo della pace

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Piantato l'ulivo della pace

Piantato l’ulivo della pace

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Piantato l'ulivo della pace

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Piantato l’ulivo della pace

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Piantato l’ulivo della pace

Piantato l'ulivo della pace

Piantato l’ulivo della pace

Piantato l'ulivo della pace

Piantato l’ulivo della pace

Viterbo – (p.p.) – Piantato l’ulivo della pace.

E’ avvenuta ieri la messa a dimora dell’ulivo che è stato fatto benedire dai messaggeri di Lux Rosae la mattina del tre settembre ad Assisi insieme alla fiaccola.

Una cerimonia raccolta, sotto un sole caldo, quella a cui hanno partecipato i messaggeri, le suore alcantarine e don Emanuele Germani.

L’ulivo è stato piantato nel giardino del monastero.

“Si conclude così il capitolo del trasporto 2016 – dice il portavoce dei messaggeri Rodolfo Valentino -.  Ringrazio don Emanuele della diocesi che ci ha messo in contatto con le suore, Daniele Cortese e i suoi operai per averci aiutato materialmente”.

I messaggeri fecero benedire la pianta durante una cerimonia sulla tomba di san Francesco ad Assisi, città della pace, la mattina del trasporto della macchina di santa Rosa. Poi partirono con la staffetta.

“Don Emanuele ha benedetto di nuovo la pianta – continua Valentino – e poi l’abbiamo piantata. Con noi c’era una delegazione di messaggeri: quelli dello scorso anno e quelli nuovi.

Ci siamo molto emozionati. E’ il nostro modo per augurare la pace non solo ai viterbesi ma a tutto il mondo. Per un futuro migliore, visto il momento difficile che stiamo affrontando.

Insieme a tutti ieri a abbiamo anche gettato le basi per una serie di iniziative benefiche per aiutare chi soffre”.

Valentino ricorda ancora la corsa, i messaggeri con in mano la fiaccola, il calore della gente per le strade e poi l’accoglienza dei viterbesi all’arrivo nel capoluogo dopo la fatica dei 130 km.

“E’ stato un sogno che si è realizzato – conclude – per la seconda volta. Un grazie va al Sodalizio dei facchini di santa Rosa e al presidente Mecarini per l’opportunità che ci è stata data e poi all’Avis che ci ha supportato anche logisticamente durante la staffetta”.

Ora ci si augura che l’ulivo cresca rigoglioso. “Sarà uno dei simboli di unione di tutta la comunità viterbese e il nostro omaggio alla piccola patrona che dall’alto veglia sulla nostra città”.


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27 settembre, 2016

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