Nepi – (r.s.) – Cavalla e puledro morti, allevatore a giudizio.
Alla sbarra con l’accusa di uccisione di animali il titolare di un allevamento di Nepi. Alla sbarra dopo la morte di una cavalla e del suo puledro. Per l’accusa l’uomo non avrebbe sufficientemente assistito gli animali, né durante il parto né nei mesi successivi.
Secondo la denuncia, sporta dal proprietario della cavalla data in affido all’allevamento, il titolare avrebbe dovuto provvedere all’animale dalla gestazione fino allo svezzamento del puledro. Nonché all’assistenza e alle cure, comprese quelle sanitarie.
Per l’accusa, invece, l’uomo non avrebbe fatto nulla di tutto ciò. Anzi, durante il parto la cavalla sarebbe stata lasciata sola, provocando la morte del puledro, riuscito ad uscire solo con la testa e il collo, e condannando l’animale alla contrazione di un’infezione. Ma non sarebbe finita qui. Il titolare, visto lo stato di sofferenza della cavalla, si sarebbe anche opposto al trasferimento in clinica.
La madre non sarebbe sopravvissuto che un paio di mesi al puledro. La cavalla, infatti, sarebbe morta qualche settimana dopo a causa di una laminite (infiammazione delle zampe, ndr) contratta dopo il parto.
Il titolare dell’allevamento è finito alla sbarra dopo la denuncia del proprietario dell’animale, che a processo si è costituito parte civile. A ottobre la sentenza del giudice.
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