Onano – Riceviamo e pubblichiamo – Con il presente comunicato, redatto nell’interesse del sindaco del comune di Onano, Giovanni Giuliani, si interviene nella vicenda inerente l’incendio divampato nel territorio del citato comune, a seguito – altresì – di quanto contenuto e dichiarato in alcuni articoli apparsi sui quotidiani locali.
Si porta a conoscenza che, in data 30 giugno 2006, la Provincia di Viterbo, con Determinazione di Gestione n. 38/403/G, decretava di approvare, in località “Banditella” del comune di Onano, a favore della Cite Spa, l’impianto per lo smaltimento ed il recupero di rifiuti speciali non pericolosi.
La predetta determinazione contiene l’elenco delle attività di recupero dei rifiuti, le quantità annue e le operazioni di gestione.
Come si può ben desumere, il materiale ivi smaltito e recuperato consta di “rifiuti speciali non pericolosi”.
Conseguentemente, si presume, che l’incendio ivi occorso non abbia sprigionato nell’aria sostanze inquinanti e/o pericolose per l’ambiente circostante.
Di certo, nel momento in cui, a seguito delle analisi tecniche predisposte da Arpa Lazio, dovessero emergere dati inequivocabili indicanti un pericolo per la salute degli abitanti della zona interessata e per il territorio interessato, il comune di Onano agirà per la tutela dei propri cittadini, intervenendo anche nei confronti delle autorità depositarie degli obblighi di vigilanza.
Allarmismi e frettolosi quanto fuorvianti giudizi sull’accaduto, accuse verso il sindaco e l’operato dell’amministrazione comunale, potevano essere evitati con la semplice acquisizione e lettura della deliberazione autorizzativa rilasciata dalla Provincia di Viterbo e degli ulteriori documenti depositati presso il comune di Onano.
Opportunamente, si poteva e doveva utilizzare prudenza nel lanciare proclami, attendendo l’esito dei risultati delle analisi tecniche attualmente in corso.
Nell’ipotesi in cui emerga che trattasi di incendio doloso, si dovrà procedere ad una attenta e rigorosa riflessione sulle motivazioni che hanno spinto ad appiccare il fuoco.
Avvocato Vincenzo Dionisi
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