![]() |
Viterbo – Anni ’20 – Foto di gruppo dell’Associazione per la processione della parrocchia di San Faustino e Giovita. Secondo il compianto don Gabriele Jannariello il gruppo sanfaustinese rappresenta la Pia Unione del Corpus Domini che organizzava, tra le altre cose, anche la partecipazione alla processione che si teneva solitamente a fine maggio o primi di giugno. Foto collezione privata Silvio Cappelli. Tra i tanti, secondo le testimonianze di persone ormai scomparse, sono riconoscibili con nome e cognome, salvo errori: Raimondo (o Edoardo) Araceli, Angelini Aramino guardiano del Palazzo Costaguti, Salvatore Brugiotti, Raimondo Cappelli vigile del fuoco, Luciano Ciatti calzolaio, Ciro Cola detto il sor Ciro, Cristoforo Damiani, Raimondo Falcioni, Armando Fiorucci, Alessandro Fiorucci costruttore edile, Giovanni Fontana, Cesare Gasbarri (zio del vescovo Gasbarri), Oreste Gasbarri, Amedeo Giorni, Armando Giorni, Giovanni Giorni, don Oreste Guerrini, Giacinto Masi (o Mazzi) barista, Armando Mazzi (o Masi) barista in via Principessa Margherita, Amedeo Migliorati, Medardo Minelli, Salvatore Minelli, Virgilio (o Giglio o Giulio) Paolucci carrettiere che vinse alla Tobola della Quercia, Giuseppe Patara, Luigi (?) Polidori, Alfredo Proietti, Augusto Proietti, Pio Puglielli infermiere, Andrea Schenardi, Maria Schenardi, Luigi Terzoli, Romolo Toni che vendeva la frutta a Piazza della Rocca. La foto è stata scattata, presumibilmente, intorno all’anno 1920 in un periodo che va dalla seconda quindicina del mese di maggio alla prima quindicina del mese di giugno in occasione della processione del Corpus Domini. Era usanza, infatti, che il giorno della solenne festa, dopo aver partecipato al pranzo offerto dalla “Pia Unione” della Parrocchia di San Faustino e Giovita, si scattassero delle foto di gruppo (questo fotografato è formato da circa 75 persone alcune delle quali rimaste sconosciute al termine della mia ricerca). L’Associazione per la processione era presieduta dal parroco don Oreste Guerrini (al centro della foto nato nel 1875) ed era formata di solito dai capi famiglia, da persone provenienti da diverse estrazioni sociali che si riunivano nei locali della parrocchia nelle giornate di festa per partecipare ad attività religiose, ricreative e culturali, che interessavano anche loro parenti ed amici. Di altri personaggi immortalati nella fotografia sono riuscito soltanto ad avere qualche indicazione, soltanto il nome o soprannome, oppure soltanto il cognome, oppure qualche aneddoto che lo riguardava: Barberi, Busatti padre e figlio, Fontana, Ludovisi, Mercanti, Moretti, Patara, Proietti, Selvaggini capofacchino della Macchina di santa Rosa, Taborri che abitava in Via Cairoli, Terzoli, Emilio, Giovanni e Luigi. Poi ancora nella foto è quello che vendeva il vino in piazza del Teatro, quello che abitava in via Cairoli e faceva l’impiegato comunale, “Righetto Baietto” il chierichetto. Particolari curiosi della foto, tra gli altri: la bambina in prima fila vestita di bianco che mangia le ciliege, l’uomo seduto in terra in prima fila (a sinistra) col cappello in mano che ha le scarpe bucate, l’uomo in alto al centro della porta d’ingresso con la mano testa sulla testa del vicino, la scritta nel muro sopra la testa dell’uomo a sinistra col cappello (riesco a leggere a malapena “mercicatemi ultimo”?), l’uomo baffuto sulla scaletta in alto a sinistra accanto al numero civico “6”, diversi copricapo del tipo “paglietta”, il bambino vestito alla “marinara” seduto in terra in prima fila, le scarpe bicolore del terzo uomo in piedi in prima fila da destra. E poi altro particolare, ovviamente spiegabilissimo, è che manca l’epigrafe a destra del portone (che oggi c’è) collocata in quel posto successivamente. E’ gradito qualsiasi tipo d’arricchimento alle informazioni sopra riportate. Silvio Cappelli Come eravamo Con la rubrica Come eravamo pubblichiamo foto d’epoca che ci sono state inviate dai lettori di Tusciaweb. Lo scopo, oltre a dare visibilità a memorie del passato, è anche quello di raccogliere fotografie o audiovisivi d’epoca, che descrivono luoghi o raffigurano personaggi della Tuscia, o che abbiano attinenza con il nostro territorio, per ricordare come eravamo, per mettere in risalto i cambiamenti e i segni del tempo. Quello che cerchiamo sono foto di vita vissuta, di luoghi, di eventi. Un’iniziativa utile anche per costituire un archivio, una memoria storica audiovisiva collettiva, che tutti potranno vedere e consultare on-line. Per partecipare all’iniziativa basta inviare le proprie foto a Tusciaweb (indirizzo email: redazione@tusciaweb.it oppure via whatsapp al numero 338/7796471) con nome e cognome della/e persona/e ritratta/e nella/e foto e una breve descrizione dello scatto. Chiediamo anche il nome e cognome di chi invia le immagini, specificando se si vuole essere citati nell’articolo, facendo riferimento all’iniziativa “Come eravamo”. Va inserito un proprio contatto telefonico (preferibilmente cellulare) che, ovviamente, non sarà reso pubblico. Sugli scatti sarà apposta la dicitura ‘tusciaweb copyright’. Il nostro obiettivo futuro, se l’iniziativa funzionerà, è di organizzare una raccolta di immagini viterbesi, una collezione pubblica, di considerevole valore storico-culturale, salvaguardata, valorizzata, catalogata e digitalizzata. Un modo piacevole per rivivere insieme ai lettori i momenti più belli di come eravamo nel nostro territorio e nella nostra provincia. Un caro ricordo, rimasto per anni nel cassetto, può essere rivissuto, così, pubblicamente attraverso le vostre foto, i vostri disegni e i vostri video inviandoli a Tusciaweb. Puoi riprodurre le tue foto con un po’ di attenzione anche con il tuo telefonino. |
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY