Viterbo – “Rsa: delibera illegittima, Michelini si dimetta”.
Il consiglio di Stato accoglie il ricorso sulla delibera comunale 142/2015 “Svuota Rsa”.
Il consigliere regionale Daniele Sabatini (Ci), che da tempo porta avanti la battaglia, ora, esulta e punta il dito contro l’amministrazione, chiedendo le dimissioni del sindaco e di chi ha approvato il documento.
“Dall’inizio – spiega Sabatini – era evidente che fosse una delibera illegittima. Lo abbiamo detto da subito e nessuno ci ha mai smentiti.
Probabilmente perché lo sapevano tutti, forse anche la giunta, che l’ha comunque usata come strumento vessatorio per le famiglie e per le strutture. Talmente vessatorio da essere retroattivo, che è una delle cose più vigliacche da fare in ambito amministrativo e legislativo.
Serviva per prendere tempo e salvare il bilancio. I nodi, però, vengono al pettine e, oggi, saranno costretti a tornare indietro”.
La “delibera della vergogna”, come Sabatini l’aveva definita, non produce così effetti. “In una delibera di poche pagine è più di una la censura che il consiglio di Stato muove al Comune. Dal punto di vista del principio, è che i Comuni non possono superare né la normativa statale, né quella regionale. L’incrocio delle due prevedeva, infatti, che gli enti dovessero intervenire per tutte le persone con una soglia di Isee al di sotto dei 13mila euro. Senza se e senza ma.
Quindi senza individuare delle fasce o far sì che il patrimonio mobiliare o immobiliare di una persona potesse essere un motivo per non contribuire. Così come per la presenza di un parente, un figlio o un congiunto. Tutto palesemente illegittimo”.
Un epilogo, per il consigliere regionale, che era annunciato. “Una bomba prevista. Una bomba per il bilancio e una bomba sociale. Il Comune ora provveda per tutto ciò che non ha fatto per il 2105. A causa di questo provvedimento, molte persone hanno maturato con le strutture debiti di 25/30mila euro a persona”.
Infine: “Il sindaco si dimetta, così come i membri della giunta che hanno approvato questa delibera per arroganza istituzionale e manifesta incapacità politica. Non ci sono mezze misure. L’opposizione lo aveva anticipato ed è stata sempre disponibile a trovare delle soluzioni condivise. Tutto ciò, adesso, deve avere degli effetti politici.
Siamo di fronte a una sconfitta per l’amministrazione pubblica. L’ennesima. Un’amministrazione che non è in grado di dare risposte ai cittadini. E’ però anche una vittoria per le persone anziane, i loro famigliari e l’Aforsat. Hanno combattuto per davvero, coi denti e le lacrime. La delibera aveva sancito la fine dello “stato di diritto” e dell’assistenza sociale nel comune di Viterbo. Assessori, giunta e sindaco prendano atto di questa sentenza”.
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