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Spettacolo - Ha raccontato la sua storia e il ruolo dello studio nella sua esperienza

Alessio Bernabei al Salone dello studente a Roma

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Alessio Bernabei al Salone dello studente a Roma

Alessio Bernabei al Salone dello studente a Roma

Il Salone dello studente a Roma

Il Salone dello studente a Roma

Roma – Si è aperta con un’affluenza di oltre 13mila ragazzi la tre giorni romana del Salone dello Studente di Roma – che nel complesso attende la partecipazione di 40mila studenti – che hanno esplorato le diverse possibilità di studio al termine del ciclo scolastico.

Campus Orienta! Il Salone dello Studente proseguirà anche domani e giovedì (26 e 27 ottobre) dalle 9 alle 14 alla Fiera di Roma.

Al Salone sono presenti le maggiori università italiane tradizionali e online, scuole di formazione, Enti e Istituzioni, oltre alle accademie del design e del fashion con 100 proposte formative e professionali e 60 convegni e incontri diretti con le più importanti.

In particolare, gli studenti potranno assistere alle presentazioni delle offerte formative per studiare in Italia e all’estero, e partecipare a incontri sulla conoscenza di arti e mestieri focalizzati sulle peculiarità territoriali, o prendere parte a incontri per l’orientamento al lavoro.

I partecipanti alla manifestazione hanno avuto inoltre l’opportunità di incontrare il giovane artista Alessio Bernabei, che sul palco di Radio Italia ha raccontato ai ragazzi la sua esperienza e in particolare il ruolo fondamentale che hanno l’impegno e i sacrifici dedicati allo studio nel raggiungimento dei propri obiettivi. Bernabei, vincitore con il gruppo Dear Jack del premio della critica giornalistica nel talent show Amici, ha partecipato a due edizioni del Festival di Sanremo.

La prima giornata si è aperta con il saluto ai ragazzi del vicesindaco di Roma, Daniele Frongia, e subito dopo si è aperto il dibattito su uno degli argomenti di maggiori attualità, l’alternanza scuola lavoro, con il convegno “Lavorando s’impara”.

“È vero che lavorando si impara? Nella mia esperienza  – spiega Domenico Ioppolo, Coo Campus Editori – i ragazzi italiani sono preparati bene in generale ma meno per lavorare. Il lavoro è fondamentale nella formazione culturale dei ragazzi.  Guardando al lavoro direi che sono tre oggi i punti fondamentali:  L’esperienza del lavoro, quindi l’alternanza; L’esperienza all’estero e quindi la conoscenza di una seconda lingua e il confronto con gli altri ragazzi;
Infine la formazione tecnica, che offre più probabilità di trovare una occupazione.
Il vero problema è che spesso i ragazzi si avviano a studi per carriere che domani non esisteranno più. Ad esempio gli studi matematici offrono molte opportunità già oggi ma i laureati sono pochissimi. Manca dunque un orientamento verso gli studi che offrano più opportunità da parte degli insegnati e della famiglia”.

“Da diversi anni  – racconta Manfredi Merluzzi, docente Università degli Studi Roma Tre  – l’università è in continuo cambiamento e molto nella direzione del lavoro. Innovare richiede però un grande sforzo per cui non siamo preparati. Quindi c’è bisogno di un grande lavoro di trasformazione anche culturale. La nostra missione dovrebbe essere quella di preparare dei ragazzi pronti al lavoro, ma dovremmo farlo a costo zero, ma è molto difficile. Dovremmo impegnarci anche noi docenti nella richiesta di finanziamenti. Due gli elementi su cui bisogna concentrarsi per migliorare: L’Importanza dell’esperienza internazionale e eliminare la frattura tra una cultura aulica e il mondo del lavoro”.

“Per “Indire” Stiamo lavorando anche noi per cercare nuovi modelli innovativi e sperimentarli – dice Lorenza Venturi, Capo Unità della Comunicazione e del settore Studi e Analisi dell’Agenzia Erasmus+ -. Qui ci stiamo impegnando non solo sulla mobilitazione degli studenti, ma anche sulla cooperazione tra scuole. È molto importante superare la didattica tradizionale e promuovere l’apprendimento per progetto cooperativo e l’utilizzo delle tecnologie. L’Unione Europea sta lavorando a un progetto di skills guarantee proprio per aiutare i giovani ad accumulare le competenze più richieste. Questo è un tema base. L’Alternanza scuola lavoro è fondamentale, ma non deve essere vista come un mezzo per trovare il lavoro quanto per acquisire una cultura del lavoro”.

“Oggi  – dice infine Gianpiero Giovannetti, presidente Cnpi Consiglio nazionale dei periti industriali – la libera professione è in una fase complessa. I professionisti di oggi sono i veri precari. La laurea triennale ha mostrato i propri limiti. Noi proponiamo una trasformazione verso lauree professionalizzanti. Nella nostra attività riteniamo che l’alternanza tra scuola e lavoro sia fondamentale, tanto che non è possibile accedere alle prove di abilitazione alla professione, senza aver fatto un tirocinio professionalizzante. Fate esperienza, esperienza di vita. A 18 anni mandate i vostri ragazzi via a fare esperienza”.

 


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25 ottobre, 2016

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