Viterbo – (g.f.) – Ex Terme Inps, qualcuno pronto a investire per rilanciare lo stabilimento, c’è. Anzi, c’era.
Mentre il destino della nuova struttura sulla Cassia sud, al Paliano, resta in bilico, con la maggioranza in comune che sulla delibera di variante al piano particolareggiato è andata in bambola, rovistando tra i carteggi saltano fuori documenti.
Scambi (a senso unico) fra imprenditori, regione e comune. Mittente, la Free Time. La società che poi ha elaborato il piano di sviluppo in località Paliano, era interessata anche alle ex Inps.
Domenico Belli, referente dell’impresa, lo ha ricordato durante l’audizione in seconda commissione.
“All’epoca – ha spiegato Belli – avevamo manifestato interesse al rilancio dell’impianto. Ma nessuno ci ha risposto”.
Le lettere ci sono. Una data 11 ottobre 2002. Scrive il geometra Bisegna, per conto di Free Time, tanto al comune quanto alla regione.
“Rilevato che – si legge nella lettera raccomandata – la concessione mineraria Terme dei lavoratori ex Inps è stata trasferita a regione e comune, questa società chiede la sub concessione e l’esercizio della concessione mineraria d’acqua termo minerale.
La società dichiara fin d’ora la propria disponibilità ad attuare il piano di rilancio del complesso termale della miniera “Terme di Viterbo”, predisposto da codesti enti”.
Tutto tace. Passano gli anni e il 27 giugno 2007 Free Time torna a scrivere. Stavolta, non solo a comune e regione, ma anche alla Asl.
Facendo riferimento alla comunicazione di cinque anni prima, allegandola.
“Si rinnova – è riportato – la propria disponibilità nell’attuare il piano di rilancio e sviluppo dello stabilimento termale ex Inps in strada Bagni”.
Andando nello specifico. “La volontà – si legge nella lettera firmata sempre da Adriano Bisegna per Free Time – è di trasformare l’ex stabilimento in centro di riabilitazione ad altissima specializzazione”.
Le vicende legate alla struttura, dismessa da decenni, sono state negli anni piuttosto travagliate. A cominciare dalla proprietà.
Della regione. L’avrebbe dovuta passare al comune. Poi ne riprese il completo possesso. Quindi in parti uguali. Condizioni che non hanno favorito il rilancio. L’arrivo della crisi ha fatto il resto.
Con Domenico Belli rimasto in attesa di risposta. Ormai forse è tardi.
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