Canino – Annata nera per l’olio d’oliva made in Italy, ma non per la dop di Canino.
La produzione dell’olio della Tuscia in controtendenza rispetto a quella di tutta Italia. Se a livello nazionale ci sarà un calo del 37 per cento e prezzi in rialzo rispetto allo scorso anno, per la dop di Canino si prospetta una buona annata. Parola della sindaca Lina Novelli.
“Quest’anno – dichiara all’Ansa Lina Novelli, sindaca di Canino e presidente della strada dell’olio dop di Canino – nel territorio stimiamo un conferimento di olive in crescita del 20 per cento ai siti di trasformazione, a partire dall’oleificio sociale cooperativo di Canino che raduna 1200 soci. Ci premia l’aver adottato, sin dagli anni ’80, una pratica sostenibile di lotta guidata ai parassiti sperimentata su protocollo messo a punto con Enea e Fao. I risultati ci stanno dando ragione, intendiamo diffonderla e farla conoscere anche in altre realtà produttive”
Annata nera invece per l’olio d’oliva made in Italy. Per la campagna di raccolta appena iniziata si prevede infatti una resa di 298 migliaia di tonnellate. La stima è di Unaprol-consorzio olivicolo italiano, che sottolinea come sia fisiologica un’annata in calo dopo il raccolto abbondante della scorsa campagna e come l’Italia rimanga comunque il secondo produttore mondiale dietro la Spagna e davanti la Grecia. “Il bilancio potrebbe essere un p0′ raddrizzato – osserva David Granieri, presidente Unaprol – dalle molteplici piccole aziende che sono sotto la soglia del parametro minimo produttivo assunto dai rilevamenti ufficiali”.
A soffrire è stata soprattutto la produzione delle regioni del sud Italia che hanno dovuto fare anche i conti con la mosca olearia, parassita che attacca gli olivi. Per la Puglia, primo produttore in Italia di olio, si stima una produzione in calo del 40 per cento. Perdite ancora maggiori per la Sicilia (meno 42 per cento) e la Campania che crolla del 49 per cento.
Sulla Puglia incombe ancora l’emergenza Xylella, ma l’incidenza sulle perdite “finora si attesta al cinque per cento”, osserva il vicepresidente di Unaprol, Pantaleo Piccinno. “La penuria produttiva attesa quest’anno porterà naturalmente – prevede Piccinno – a un sensibile aumento dei prezzi e purtroppo anche all’aumento delle frodi. Il mio invito a chi vuole extravergine di qualità è di recarsi nei frantosi dei produttori e fare gli acquisti quanto prima. Quando il prodotto scarseggia i prezzi diventano ancora più alti, meglio approvvigionarsi prima”.
Oltre alla buona annata per la dop di Canino, ci sono anche altri territori e regioni che sorridono. Per il Veneto, ad esempio, si stima un incremento della produzione del 30 per cento. “E anche in Friuli e Trentino si prevede il segno più”, osserva Albino Pezzini, presidente di Aipo – associazione italiana produttori olivicoli dell’area nord est (Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia).
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY