Viterbo – Viterbo, mutui in aumento.
Nei primi nove mesi dell’anno, secondo il Barometro Crif, nel Lazio è la Tuscia a far registrare l’incremento più sostanzioso a livello di domande presentate, +14,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a fronte di una media regionale dell’8,1% e nazionale dell’11,6%%. Sul fronte importi, a settembre il valore medio è stato pari a 122.945 euro. Un anno fa, 120.525. Decisamente più basso quello registrato a Viterbo, in media 99.649 euro.
Nel Lazio nei primi 9 mesi dell’anno, il numero di richieste di nuovi mutui e surroghe ha fatto segnare una crescita del +8,1% mentre l’importo medio richiesto in regione si è attestato a 140.185 euro, in sensibile crescita rispetto al 2015.
A livello provinciale, è Viterbo ad aver fatto registrare l’incremento più sostenuto per domande presentate agli istituti di credito, con un +14,5% rispetto al pari periodo dello scorso anno, che la colloca al 35esimo posto della graduatoria nazionale.
Segue Roma, con un incremento del +8,6%. Frosinone e Rieti hanno fatto registrare, invece, una leggera contrazione nel numero di richieste pari rispettivamente a -0,7% e -0,1%.
Relativamente all’importo medio richiesto, è la provincia di Roma a posizionarsi al primo posto in regione con 146.405 euro (2° posto assoluto nella graduatoria nazionale), seguita da Latina con 118.114 Euro. Viterbo, al contrario, è la provincia che ha fatto registrare il valore richiesto più contenuto, pari a 99.649 euro.
“I primi nove mesi del 2016 hanno confermato il recupero della domanda del comparto mutui verso i volumi pre-crisi, anche grazie al contributo delle surroghe, sostenuto dai bassi tassi di interesse applicati e dalle condizioni del mercato immobiliare che continuano a mantenersi appetibili.
Al contempo, anche l’offerta da parte degli istituti di credito è oggi più fluida, anche grazie alla riduzione degli indicatori di rischiosità del credito alle famiglie, con il tasso di default a 180 giorni che a marzo 2016 è sceso all’1,5%, il livello più basso degli ultimi 4 anni – commenta Simone Capecchi, Executive Director di Crif -. Vedremo se anche nell’ultimo trimestre dell’anno continuerà il trend positivo o se, al contrario, si assisterà ad un rallentamento della dinamica in corso. Non si può infatti escludere che si sia arrivati ad una ‘nuova normalità’ del mercato”.
“Nel complesso, la domanda di mutui è ancora condizionata da una quota di surroghe che ha un’incidenza superiore al 24% del totale. Va però sottolineato come il peso dei mutui di sostituzione è destinato a diminuire progressivamente, non fosse altro per il fatto che, alla luce della stabilizzazione dei tassi di interesse su valori molto contenuti ormai da molti mesi, la maggior parte dei mutuatari che aveva la possibilità di rinegoziare le condizioni con la propria banca ha già esercitato questa opzione” – conclude Capecchi.
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