Viterbo – (g.f.) – “Scusi dove porta?”. Sabato mattina ore 12, s’inaugura l’ascensore verso il duomo, ma già da mezz’ora prima, quando si apre il cancello a valle Faul, c’è già chi ne approfitta (fotocronaca – slide).
Una coppia di giovani turisti dopo essersi informati su dove conduce, sale. Prima di loro, papà con figlio al seguito. Salgono e scendono, con loro altri.
Marito e moglie, arrivati a piazza san Lorenzo si domandano: “E adesso dove siamo?”. Dall’uscita, all’altezza cucine dell’ex ospedale, il duomo non si vede. Sempre dritti, meta raggiunta.
Un altro paio di visitatori sono soddisfatti dell’ascensore, meno di quello che c’è intorno: “Servono servizi – dicono – e la città dovrebbe essere più pulita”.
Per il viaggio inaugurale ufficiale, un discreto numero d’amministratori e politici riempie il piazzale a valle. A cominciare dall’assessore ai Lavori pubblici Alvaro Ricci.
Sono due gli elevatori. “Ci abbiamo messo trent’anni – ironizza Giuseppe Fioroni – ma ce l’abbiamo fatta.
Quando se ne cominciò a parlare, i progettisti ci dissero che Viterbo ha una particolarità che l’ascensore esalta, mettere in collegamento il Medioevo con gli Etruschi.
Appena fuori valle Faul c’è Poggio Giudio. Va studiato un biglietto unico, anche con Castel d’Asso, un bus che li porti e così mettiamo a sistema le ricchezze che abbiamo”.
Se la precedente amministrazione Marini ha fatto partire il progetto e Michelini l’ha portato a compimento, l’idea parte da lontano. Da metà anni 80.
Stamani, al viaggio inaugurale, ci sono quattro i sindaci. Leonardo Michelini, Giulio Marini, Giuseppe Fioroni, Pio Marcoccia. Per una volta a braccetto. Tranne l’ultimo. Marcoccia è più defilato. Un primo viaggio con Marini, saluta tutte e si allontana.
“In venti secondi – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Alvaro Ricci – si sale da valle Faul a piazza san Lorenzo. È il tempo necessario per coprire i 27 metri di dislivello. La galleria che invece dalla valle arriva agli ascensori è di trenta metri.
I due elevatori possono portare fino a 24 persone.
Sono soddisfatto che un’opera così complessa, del valore di tre milioni e mezzo di euro, sia stata completata in un anno e mezzo. Non accade spesso per le opere pubbliche”.
Per ora si sale a valle Faul e si scende a piazza San Lorenzo e viceversa. Più in avanti, è prevista la fermata all’ex parcheggio dell’ospedale.
“Si tratta di un intervento che rende più semplice muoversi dentro la città – osserva il sindaco Michelini – oggi quest’ascensore serve per quel flusso quotidiano di turisti che arrivano.
Non arrivano visitatori perché a Viterbo c’è l’ascensore, ma l’ascensore serve a rendere più fruibile la città anche a loro”.
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