Viterbo – (g.f.) – Suona la campanella, apre Classe Dem Tuscia.
Prima lezione, ieri, piuttosto impegnativa: “Il Lazio vota sì”. Con l’incontro sul referendum del prossimo 4 dicembre, prende il via la scuola di formazione politica voluta dal Pd.
Alle Terme dei Papi, una settantina rispondono presente. In larghissima parte giovani, il limite d’età è 35 anni. Salvo eccezioni.
Ma ci sono anche “alunni” speciali. In prima fila, il deputato Alessandro Mazzoli, l’assessora Sonia Perà. La scuola non finisce mai.
Tutti venuti ad ascoltare Giuseppe Vacca, presidente del comitato Pd per il sì nel Lazio.
Fuori dalla classe si vede pure Enrico Panunzi, consigliere regionale, ma non entra. Forse è in punizione. Poi entra, poi esce.
In “cattedra” anche il segretario provinciale Andrea Egidi e Manuela Benedetti con Piergiorgio Medori, chiamati a coordinare Classe Dem, dopo che loro stessi hanno preso parte a quella nazionale.
Sul tema della lezione: “Oggi parliamo del referendum – spiega Giuseppe Vacca – dalla punto di vista del Partito democratico. Che è per il sì.
Seppure, essendo una riforma costituzionale, possono esserci singoli che sono di parere diverso”. Qualcuno c’è.
“Dire sì o no è legittimo – osserva Vacca – ma occorre capire bene la posta in gioco bene, di un referendum. Si approva una legge, nel suo complesso e non le singole parti di cui è composta”.
La prossima lezione sarà una variante sul tema sempre della riforma.
Dal produttore al consumatore. Dal ministro direttamente interessato alla materia, le riforme costituzionali, agli studenti Dem. Ci sarà Maria Elena Boschi, il 28 ottobre.
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